Sospensione studente a scuola: si può annullare?

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di Maria Monteleone, La legge per tutti, 12.1..2018

– Come e quando è possibile impugnare le sanzioni disciplinari irrogate agli studenti: si applicano le regole previste dalla legge e dalle singole scuole.

La sospensione è un provvedimento disciplinare che il consiglio di classe può adottare in casi di comportamento dello studente non conforme ai doveri scolastici.

Non è detto che il provvedimento di sospensione sia legittimo, tanto dal punto di vistasostanziale (per esempio perché lo studente sanzionato non è il reale colpevole della condotta addebitata) quanto dal punto di vista formale (per esempio perché la sanzione è stata irrogata da organo non competente). In ipotesi di illegittimità, la sanzione disciplinare può essere impugnata per ottenerne l’annullamento o la modifica.

Vediamo come annullare la sospensione dello studente e, più in generale, la sanzione disciplinare a scuola.

Indice

  • 1 – Sanzioni disciplinari a scuola
  • 2 – Qual è l’organo competente ad emettere le sanzioni disciplinari?
  • 3 – Impugnazione delle sanzioni disciplinari

1 – Sanzioni disciplinari a scuola

I regolamenti delle singole istituzioni scolastiche individuano i comportamenti che configurano violazioni disciplinari con riferimento ai doveri scolastici, al corretto svolgimento dei rapporti all’interno della comunità scolastica e alle situazioni specifiche di ogni singola scuola, le relative sanzioni, gli organi competenti ad irrogarle e il relativo procedimento.

Esistono tuttavia delle regole generali fissate dallo Statuto delle studentesse e degli studenti [1].

I provvedimenti disciplinari devono avere sempre finalità educativa, tendere al rafforzamento del senso di responsabilità e al ripristino di rapporti corretti all’interno della comunità scolastica, nonché al recupero dello studente attraverso attività di natura sociale, culturale ed in generale a vantaggio della comunità scolastica.

La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno po’ essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni. Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto.

In nessun caso può essere sanzionata, né direttamente né indirettamente, la libera espressione di opinioni correttamente manifestata e non lesiva dell’altrui personalità.

Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate alla infrazione disciplinare e ispirate al principio di gradualità nonché, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno. Esse tengono conto della situazione personale dello studente, della gravità del comportamento e delle conseguenze che da esso derivano. Allo studente é sempre offerta la possibilità di convertirle in attività in favore della comunità scolastica.

2 – Qual è l’organo competente ad emettere le sanzioni disciplinari?

Le sanzioni e i provvedimenti che comportano allontanamento dalla comunità scolastica sono adottati dal consiglio di classe.

Le sanzioni che comportano l’allontanamento superiore a quindici giorni e quelle che implicano l’esclusione dallo scrutinio finale o la non ammissione all’esame di Stato conclusivo del corso di studi sono adottate dal consiglio di istituto.

Il temporaneo allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto solo in caso di gravi o reiterate infrazioni disciplinari, per periodi non superiori ai quindici giorni.

Nei periodi di allontanamento non superiori a quindici giorni deve essere previsto un rapporto con lo studente e con i suoi genitori tale da preparare il rientro nella comunità scolastica. Nei periodi di allontanamento superiori ai quindici giorni, in coordinamento con la famiglia e, ove necessario, anche con i servizi sociali e l’autorità giudiziaria, la scuola promuove un percorso di recupero educativo che miri all’inclusione, alla responsabilizzazione e al reintegro, ove possibile, nella comunità scolastica.

L’allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto anche quando siano stati commessi reati che violano la dignità e il rispetto della persona umana o vi sia pericolo per l’incolumità delle persone. In tale caso, la durata dell’allontanamento è commisurata alla gravità del reato o al permanere della situazione di pericolo.

Le sanzioni disciplinari consistenti nell’allontanamento dalla comunità scolastica possono essere irrogate soltanto previa verifica della sussistenza di elementi concreti e precisidai quali si desuma che l’infrazione disciplinare sia stata effettivamente commessa da parte dello studente incolpato.

3 – Impugnazione delle sanzioni disciplinari

Le sanzioni disciplinari irrogate nei confronti dello studente possono essere impugnate. Il ricorso è ammesso, da parte di chiunque vi abbia interesse, entro quindici giorni dalla comunicazione della loro irrogazione, ad un apposito organo di garanzia interno alla scuola.

L’organo di garanzia è istituito e disciplinato dai regolamenti delle singole istituzioni scolastiche. Esso, di norma, é composto da un docente designato dal consiglio di istituto e, nella scuola secondaria superiore, da un rappresentante eletto dagli studenti e da un rappresentante eletto dai genitori, o, nella scuola secondaria di primo grado da due rappresentanti eletti dai genitori, ed é presieduto dal dirigente scolastico.

Il Direttore dell’ufficio scolastico regionale, o un dirigente da questi delegato, decide in via definitiva sui reclami proposti dagli studenti della scuola secondaria superiore o da chiunque vi abbia interesse.

La decisione è assunta previo parere vincolante di un organo di garanzia regionalecomposto per la scuola secondaria superiore da due studenti designati dal coordinamento regionale delle consulte provinciali degli studenti, da tre docenti e da un genitore designati nell’ambito della comunità scolastica regionale, e presieduto dal Direttore dell’ufficio scolastico regionale o da un suo delegato.

Per la scuola media in luogo degli studenti sono designati altri due genitori.

L’organo di garanzia regionale, nel verificare la corretta applicazione della normativa e dei regolamenti, svolge la sua attività istruttoria esclusivamente sulla base dell’esame della documentazione acquisita o di eventuali memorie scritte prodotte da chi propone il reclamo o dall’Amministrazione.

Nei casi di sanzioni particolarmente gravi (per esempio bocciatura), è possibile investire della decisione un’autorità giudiziaria, presentando ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) competente.


Note

[1] DPR n. 249/1998.

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