Sostegno, Faraone presenta la “sua” Riforma. Meno burocrazia e docenti più preparati

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di Antonio, Oggiscuola  26.9.2016

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– Non bastasse la riforma della Buona Scuola, adesso il governo sta lavorando anche alla riforma del sostegno. Questa è nelle mani del sottosegretario Davide Faraone che ne detta le linee guida.  E se riforma deve essere si parta dal cambio di denominazione.

Al Miur la parola “sostegno” è stata sostituita da “inclusione” e viene introdotto il concetto di “Progetto di vita” per fare comprendere a tutti che il provvedimento in cantiere vuole prendere in carico tutti – alunni disabili e normodotati, magari con qualche difficoltà anche temporanea – e che l’orizzonte non sarà solo quello degli anni di permanenza a scuola. Per ottenere questo risultato, per Faraone, occorre lavorare sulla burocrazia (da snellire) e sui docenti (da preparare meglio).

Anche perché la delega prevede un cambiamento epocale. Ci si occuperà anche degli alunni con Dsa – Disturbo specifico di apprendimento (disgrafia e dislessia) – ma anche degli alunni con Bisogni educativi speciali (i Bes) tra i quali rientrano anche coloro che sono in condizioni socio-economiche svantaggiate. Insomma, tutti coloro che incontrino difficoltà nell’inserirsi a scuola e nel seguire lo studio.

Contrariamente a quanto accade oggi, la scuola parteciperà alla stesura del Piano educativo individuale (Pei) che servirà per assegnare le risorse alle scuole. E per garantire la continuità didattica agli alunni disabili, verranno istituiti 4 ruoli ad hoc, oggi inesistenti, per i quattro livelli principali di istruzione: infanzia, primaria, I grado e II grado. E per evitare il balletto di docenti – che entrano di ruolo su sostegno e poi transitato rapidamente su posto comune – è nell’aria un vincolo di permanenza pluriennale. Gli insegnanti di sostegno, che oggi devono fare fronte alle situazioni   più diverse – dovranno essere più preparati: in luogo di 60 crediti formativi universitari, per ottenere la specializzazione su sostegno occorrerà sostenerne 120, il doppio.

Tra le novità relative all’organizzazione del servizio, l’assegnazione del personale ATA per l’assistenza igienico sanitaria, che sarà a carico dello Stato (come quella dei docenti) e non più degli Enti locali. Questi ultimi  si occuperanno ancora di assistenza per l’autonomia e la comunicazione e il trasporto. L’iter per la certificazione verrà semplificato e reso più veloce con la modifica delle commissioni mediche  e dei criteri della certificazione stessa.Novità anche per l’assegnazione delle risorse, che dovrà fondarsi solo ed esclusivamente sulle esigenze dell’alunno, per cui se un allievo è in carrozzina, non avrà assegnato un docente di sostegno (se il suo handicap è solo quello) ma un assistente all’autonomia e si cercheranno di abbattere le barriere architettoniche presenti a scuola.

Insomma una rivoluzione. Non resta che attendere.

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