Sostegno: proposte per la stabilizzazione dell’integrazione

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Tuttoscuola, 7.10.2016 

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– La situazione che sta accompagnando quest’anno la copertura dei posti di sostegno conferma la criticità del sistema, soprattutto con riferimento ai posti in deroga che, per il ritardo nelle procedure di assegnazione provvisoria del personale docente, saranno sistemati mediante le nomine a tempo determinato per circa 30 mila insegnanti nelle prossime settimane.

Quei 30 mila posti sono la dimostrazione della debolezza del sistema che va superata puntando alla sua stabilità.

Il primo intervento per creare una condizione di stabilità nel sistema dell’integrazione è, dunque, quello di arrivare al superamento dei posti in deroga.

Secondo le norme attuali, la deroga ha una valenza annuale, da attuare, proprio per questo, in dipendenza delle possibili variazioni del numero degli alunni disabili inseriti.

Ma da anni i posti in deroga sono diventati una costante, confermata senza variazioni sostanziali.

Il sistema della deroga è, quindi, fermo. Non proponiamo di superarlo tutto di un colpo, ma con gradualità, andando a convertire in organico di diritto i posti di sostegno in deroga.

C’è da superare la contrarietà del Ministero dell’economia, soprattutto per i costi aggiuntivi dei due mesi estivi oggi non retribuiti a favore dei docenti con contratto a tempo determinato fino al 30 giugno.

Si tratta di un costo complessivo da mettere in conto per una buona scuola a favore dei più deboli.

Per evitare il rischio che il posto già in deroga si stabilizzi in una scuola dove vengono a mancare le presenze di alunni disabili, una quota potrebbe essere assegnata ad una scuola caporete ed essere distribuita sul territorio secondo il fabbisogno.

Tra stabilizzazione diffusa e utilizzo della task force dei docenti di sostegno potrebbe essere assicurata al meglio la continuità didattica oggi compromessa.

Quanto poi all’obbligo di permanenza quinquennale nel sostegno, la norma contrattuale potrebbe (o dovrebbe) essere riportata alle sue valenze originali, prevedendo che l’insegnante resti nella scuola di titolarità per l’intero quinquennio o, quanto meno, per l’intera durata della presenza dell’alunno (o degli alunni) che sta seguendo.

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GILDA VENEZIA - Associazione Professionale GILDA degli INSEGNANTI - Federazione Gilda Unams

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