Stipendi degli insegnanti: tutti i dati

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Notizie della scuola,  12.10.2016

– “No change: Salary freeze”: in controtendenza rispetto alla maggior parte del Paesi europei, in Italia gli stipendi degli insegnanti sono congelati per esigenze di contenimento del debito pubblico. Pubblicato il nuovo rapporto Eurydice che presenta una comparazione a livello europeo sugli stipendi degli insegnanti e dei capi d’istituto in 40 paesi.

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Lo scorso 5 ottobre, in occasione della Giornata Mondiale degli Insegnanti, la rete europea Eurydice ha pubblicato il Rapporto annuale sugli stipendi degli insegnanti e dei capi di istituto.

Scarica il documento: Teachers’ and School Heads’ Salaries and Allowances in Europe – 2015/2016.

Il rapporto presenta i dati aggiornati annualmente relativi a 40 paesi circa i cambiamenti negli stipendi di base degli insegnanti e dei capi di istituto, il loro rapporto con il PIL pro capite, il potere di acquisto, gli aspetti della professione che prevedono indennità aggiuntive, le autorità responsabili della definizione di stipendi e indennità. Per ogni paese analizzato è poi disponibile una singola scheda descrittiva.

Consulta la scheda relativa all’Italia

Nella maggioranza dei paesi europei gli stipendi degli insegnanti negli ultimi sette anni hanno registrato un aumento, derivato dall’adeguamento degli stipendi di tutti i dipendenti pubblici, o comunque sono rimasti stabili. Nel nostro Paese, invece (come anche a Cipro), gli stipendi dei dipendenti pubblici, e quindi anche degli insegnanti, sono congelati dal 2010 (la dicitura che compare nella scheda è: “No change: Salary freeze”), per esigenze legate alla riduzione del deficit pubblico.

Inoltre, se i docenti di alcuni paesi percepiscono lo stipendio contrattuale massimo relativamente presto nella loro carriera, in Italia il numero di anni di servizio necessari per raggiungere il massimo dello stipendio è 35.

Il rapporto analizza poi la natura delle assegnazioni di indennità aggiuntive allo stipendio di base: la maggioranza dei paesi europei le assegna principalmente in ragione delle responsabilità e del lavoro extra richiesto ai docenti, mentre in 16 sistemi educativi le remunerazioni aggiuntive vengono assegnate anche per la qualità del lavoro, in seguito a un giudizio positivo sulle performance o sulla base dei risultati degli studenti.

Per quanto riguarda l’Italia, si fa riferimento ai fondi destinati ai progetti per le istituzioni scolastiche collocate in aree a rischio, e si accenna al nuovo sistema di valutazione dei dirigenti scolastici attualmente in fase di realizzazione.

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