«Storia dell’arte, da Renzi solo parole ma neanche un’ora in più di scuola»

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Un video in difesa della materia tagliata dai programmi del biennio dalla riforma Gelmini.
Nella Buona Scuola, nonostante gli slogan, non è stata reintegrata nell’orario

di Paolo Conti,  Il Corriere della Sera  22.5.2015

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Il video-intervento di Matteo Renzi sulla riforma della scuola sta scatenando una lunga serie di repliche e di interventi che ricorrono alla stessa modalità di comunicazione. Ovvero filmati più o meno lunghi che affrontano temi legati alla scuola. L’ultimo in ordine di tempo (3 minuti e 40 secondi) è quello proposto dall’Anisa, l’Associazione nazionale insegnanti di Storia dell’Arte. Nel video parlano solo loro, i ragazzi, che spiegano come e perché l’insegnamento della Storia dell’Arte sia una condizione essenziale di identità, di cultura, di capacità di comprendere una realtà complessa come quella italiana.

I tagli della Gelmini e le promesse di Renzi

Spiega Irene Baldriga, presidente dell’Anisa: «Da molto tempo siamo impegnati, tra le altre nostre iniziative, in una battaglia di valorizzazione della storia dell’arte nella scuola. In passato abbiamo lanciato appelli e scritto una quantità di documenti per dimostrare l’importanza della storia dell’arte nella formazione dei cittadini italiani. Vorrei precisare che la nostra azione non ha alcuna sfumatura di tipo politico e o sindacale. Ci interessa tutelare il senso profondo della cultura nella scuola italiana. Nonostante i molti impegni e le promesse assunte dal Governo attuale per una effettiva valorizzazione della storia dell’arte nella scuola, il DDL in discussione non prevede alcun reintegro delle ore depennate dalla Riforma Gelmini. E’ anche uscito un comunicato del ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini, in cui si sottolinea il reintegro della Storia dell’Arte nella scuola. Ma il testo non lo prevede affatto. Non vi è alcun accenno alla possibilità di un ritocco dei quadri orari che consenta un effettivo potenziamento dell’attuale presenza della Storia dell’Arte negli indirizzi della scuola secondaria superiore. L’invito alle scuole, contenuto nel testo, a favorire iniziative di promozione della cultura storico-artistica non può essere interpretato nel senso di un risarcimento dei tagli subiti in precedenza dal nostro insegnamento».

L’articolo 9 della Costituzione

L’Anisa ha anche inviato una lettera al Capo dello Stato, Sergio Mattarella in cui si legge: «L’insegnamento della storia dell’arte nella Scuola, in tutte le scuole e per tutti gli studenti del nostro Paese, può contribuire in modo sostanziale ad accrescere il valore della cittadinanza, ispirando comportamenti virtuosi nei giovani, dando loro strumenti fondamentali di lettura della nostra tradizione, suggerendo spazi di sviluppo e di condivisione, ma anche incoraggiando l’accoglienza della diversità a tutti i livelli, superando i confini dell’intolleranza e dell’incomprensione. La conoscenza della storia ed il contatto con la bellezza debbono entrare a far parte dei diritti di ogni ragazzo e di ogni ragazza che vive nel nostro Paese». E guardando il video, studiando l’espressione interessata e allegra dei ragazzi quando descrivono il loro rapporto col nostro Patrimonio d’arte e di cultura, viene da pensare che troppe volte la politica è distante da ciò che le nuove generazioni chiedono dalla scuola. In simili condizioni, il rispetto dell’articolo 9 della Costituzione (che impegna la Repubblica a tutelare e proteggere il nostro Paesaggio e il nostro retaggio storico-artistico) rischia di rimanere un puro esercizio retorico. Se un ragazzo non apprende i rudimenti che riguardano una sostanziale fetta delle sue radici, difficilmente domani potrà amarle e apprezzarle. E infine battersi per la loro salvezza.

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