«Studenti a scuola da soli la liberatoria non basta»

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il mattino di Padova, 4.11.2017

– La dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Beltrame: «Non ha valore di legge Gli alunni vanno accompagnati dai genitori». Sostegno, mancano i docenti  di Vera Mantengoli.

VENEZIA. Il tragitto dall’uscita da scuola a casa è sotto la responsabilità dell’istituto comprensivo di riferimento, quindi i minorenni non possono andare a casa da soli. Chi crede che valga la liberatoria in cui il genitore firma prendendosi la responsabilità, deve sapere che a titolo di legge non vale nulla. Ieri mattina la dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale Daniela Beltrame lo ha ripetuto chiaro e tondo: «Non valgono nulla le liberatorie, possono farle ma a titolo di legge non valgono», ha precisato Beltrame a margine di un incontro sull’alternanza scuola lavoro, «La sentenza emessa dalla Corte di Cassazione una decina di giorni fa conferma la circolare che ho spedito nel 2014 quando sono arrivata e la linea del Miur. So che adesso c’è una proposta per modificare la legge, ma fino a quando non viene approvata vige la regola che un adulto deve andare a prendere i bambini e portarli a casa». Se per molti la dichiarazione è scontata, non lo è per tutti quei genitori e dirigenti scolastici che fino ad adesso hanno sempre pensato di bypassare la legge con la liberatoria, un foglio firmato dalle famiglie che si assumono la responsabilità del percorso del figlio d dopo scuola a casa.

Beltrame non si è soffermata su quanto fa la maggior parte degli istituti, ma ha ribadito che la Corte di Cassazione non ha fatto altro che applicare una legge, quella sull’obbligo di vigilanza del minore al fine di evitare che compia illeciti e di salvaguardarne l’incolumità. La questione dell’accompagnamento è esplosa quando, lo scorso 19 settembre, la Corte di Cassazione si è pronunciata sulla morte di un bambino investito da un autobus mentre tornava a casa, dichiarando la responsabilità dell’istituto. Sono divampate le polemiche e molti genitori hanno detto di aver ritenuto che liberatoria fosse sufficiente. Ma fino a quando la proposta di modifica presentata dalla deputata Pd Simona Malpezzi non verrà approvata, gli istituti devono sapere di essere responsabili, con o senza liberatoria.

Se il problema dell’accompagnamento si può risolvere con la modifica della legge, non succederà altrettanto con gli insegnanti di sostegno. La situazione è a dir poco disastrosa. Su 1.748 posti vacanti, ne sono stati assegnati solo 188: «I posti disponibili li abbiamo esauriti subito», spiega Beltrame, «Poi abbiamo continuato a chiamare attingendo alle liste d’istituto, poi alle altre. Purtroppo non ce ne sono più e i corsi per gli insegnanti di sostegno sono solo in quelle università dove c’è il corso di Scienze della Formazione, quindi in Veneto solo a Padova e a Verona». La conseguenza è pesantissima per le famiglie che hanno un figlio con un problema grave che necessita di una figura stabile. Molti genitori si sono lamentanti per questa situazione.

Attualmente per diventare un insegnante di sostegno c’è bisogno dell’abilitazione oppure dell’autocertificazione di crediti (9 di laboratori e 12 crediti di tirocinio), ma sono ancora troppo pochi gli insegnanti: «Stiamo chiamando supplenti», ha spiegato Beltrame. La dirigente ha inoltre detto che sono arrivate alcune diffide di genitori no vax e che è molto soddisfatta del progetto di alternanza lavoro.

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