Superpreside, sciopero record. La scuola è la palude di Renzi

fatto-quotidiano_logo14

Secondo i numeri ufficiali ha aderito alla protesta il 65% dei docenti
il Pd non convince i sindacati che chiedono di incontrare il governo.

di Salvatore Cannavò   il Fatto Quotidiano, 8.5.2015

buona-scuola-NO

L’inadeguatezza di certi dirigenti politici si può desumere dall’ossessione per i social network. Il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, renziano convinto, riferendosi allo sciopero della scuola aveva dichiarato su Facebook che “in piazza ci sarà una minoranza del Paese, la più chiassosa, ma sempre di minoranza si tratta”.

Ieri il ministero ha diffuso i dati degli aderenti allo sciopero: si tratta di 618.066 tra docenti e assistenti tecnici e amministrativi. “Una cifra storica, mai vista almeno negli ultimi 25 anni”, dice chi il sindacato lo conosce da tempo. Nemmeno contro la Gelmini ci fu una partecipazione così ampia e massiccia. Due insegnanti su tre sono qualcosa di più di una “minoranza chiassosa” e in questo errore di valutazione c’è tutta l’impasse in cui si trova il governo Renzi.

LA DIFFICOLTÀ è visibile anche dagli incontri che si sono tenuti ieri con le rappresentanze sindacali. Non tanto e non solo perché questi incontri non hanno prodotto nulla. La difficoltà è visibile già nel fatto che il Pd si è presentato senza la sua ministra, Stefania Giannini, iscrittasi poche settimane fa e ormai esautorata. “Al suo posto mi sarei dimesso” dice Stefano Fassina, deputato dissidente ma che ha deciso di occuparsi a tempo pieno della riforma della scuola.

Nel gruppo parlamentare del Pd, e in particolare in quello che sta discutendo la riforma, c’è una diffusa contrarietà per come si sono messe le cose. La legge è stata scritta talmente male che la relatrice, sempre Pd, del provvedimento, Maria Coscia, la sta riscrivendo da capo. Solo che Renzi, il governo e lo stesso Pd si sono spinti molto in là con le proprie posizioni e tornare indietro è complicato.

Nei colloqui di ieri con Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda, associazioni di genitori e studenti, il Pd ha proposto di ammorbidire alcuni punti della legge non andando oltre, però, l’ipotesi di un comitato di docenti che assista il dirigente scolastico nella gestione dei suoi poteri e senza garantire nulla sulle assunzioni dei precari. Il “preside-sindaco”, resta in piedi anche se dovrebbe assumere una forma più “costituzionale”. Altri segnali di dialogo sono stati lanciati in Commissione dove dalle deleghe al governo, previste all’articolo 21, è stata eliminata quella che riforma gli organi collegiali, quella che regola le procedure di assunzione e valutazione. Altro segnale, la norma che impone la continuità degli insegnanti di sostegni per gli alunni disabili. Ma è ancora poca roba rispetto allo scontro che si è verificato.

Se la Cisl, con Annamaria Furlan, ha voluto mettere l’accento sull’apprezzamento al dialogo mentre la Cgil, con Susanna Camusso e con Domenica Pantaleo, ha riscontrato scarsa disponibilità, tutti hanno messo l’accento sulla necessità di un incontro con il governo.

IL VICESEGRETARIO Pd, Lorenzo Guerini, titolare dell’incontro, ha promesso che ci sarà. Ma i tempi sono strettissimi, il 14 la legge va in aula e il 19 deve essere licenziata. Si fa quindi forte l’ipotesi che la battaglia vera si sposti al Senato dove la minoranza Pd può giocare un ruolo. L’approvazione entro il 19, però, espone il governo al giudizio degli insegnanti in vista del voto delle Regionali del 31 maggio e quindi la necessità di ottenere un risultato immediato.

I sindacati propongono di stralciare il provvedimento sulle assunzioni, approvandolo alla Camera e inviandolo al Senato per poi discutere con calma tutto il resto. Proposta rilanciata da Fassina, ma Renzi al momento non ha intenzione di accettare la proposta.

Ieri sera il Pd si è limitato a emanare un comunicato con il quale definisce “costruttivi e proficui” gli incontri di ieri impegnandosi a presentare “un pacchetto di emendamenti frutto degli incontri di questi due giorni”.

Solo fumo negli occhi, sottolinea il M5S con Beppe Grillo che lancia la sua proposta: togliete i soldi alle scuole private e dateli ai docenti perché la scuola ha bisogno di insegnanti più motivati.

 

GILDA VENEZIA - Associazione Professionale GILDA degli INSEGNANTI - Federazione Gilda Unams

webmaster: Fabio Barina



Sito realizzato da Venetian Navigator 2 srl