Supplenti, orari ridotti e lezioni che saltano: raccontateci i vostri problemi a scuola

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di Flavia Amabile,  La Stampa 25.10.2016

– Da oggi l’iniziativa #CattedreVuote per raccogliere le segnalazioni dei lettori

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Più di un mese e mezzo di scuola è già trascorso, le lezioni dovrebbero essere avviate da tempo e il programma in pieno svolgimento. In molte classi, invece, si va avanti con supplenti a rotazione, orari ridotti, lezioni che saltano senza alternative. La macchina della scuola è in ritardo. Le procedure di nomina dei nuovi prof previste dalla Buona Scuola e quelle attivate dal concorso hanno mandato in tilt il sistema delle assegnazioni. Il risultato è che alla fine di ottobre ci sono ancora almeno 20mila cattedre da assegnare nelle scuole italiane.

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Le situazioni più critiche riguardano gli istituti del nord, le primarie, le materie scientifiche. E, quindi, è molto facile che in classe arrivi un insegnante con una competenza molto diversa, o che non arrivi proprio, e che i ragazzi vengano fatti entrare più tardi o mandati a casa prima della fine regolare dell’orario scolastico. Oppure capita troppo spesso che non facciano lezione e restino nelle classi anche da soli se sono abbastanza grandi. Capita che il potenziamento non rappresenti quell’arricchimento dell’offerta formativa annunciato dal governo ma nella migliore delle ipotesi un modi diverso per definire i supplenti, ma anche per chi sostituisce gli addetti alle segreterie. «A Roma, Napoli, Cagliari, Reggio Calabria, Milano e Torino non sono uscite neppure le convocazioni degli aspiranti alla nomina e le supplenze verranno affidate a novembre se non successivamente. Nel frattempo, non tutti i presidi hanno nominato il supplente sino all’avente diritto, soprattutto per coprire i vuoti sul sostegno, affidandosi in prevalenza agli insegnanti di potenziamento», denuncia il sindacato Anief.

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Difficile dire che cosa accadrà e per quanto tempo ancora si andrà avanti così. Se la ministra dell’Istruzione Stefania Giannini sostiene che tutto sommato non va così male perché «Sarebbe un disastro se con questa situazione fossimo a Natale». In realtà da tempo non si arrivava a questo punto dell’anno con un numero così alto di cattedre vacanti. Secondo la Cisl di Milano solo nel capoluogo ci sono ancora 6mila supplenze da assegnare a cui vanno aggiunti 1200 posti di sostegno per i quali non si troveranno tutti docenti specializzati.Secondo la Cisl di Milano solo nel capoluogo ci sono ancora 6mila supplenze da assegnare a cui vanno aggiunti 1200 posti di sostegno per i quali non si troveranno tutti docenti specializzati. A rendere tutto più complicato anche le ordinanze cautelari dei giudici che hanno rimesso in discussione le assegnazioni e le carenze di organico degli uffici regionali. «Il personale è decimato. Nell’ufficio del Friuli Venezia Giulia, per fare un esempio, ci sono 6 impiegati, molti di meno rispetto agli anni scorsi con una mole di lavoro più che raddoppiata», spiega Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli insegnanti.

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