Tecnici Senato, no chiamata docenti “selvaggia”. Chieste linee guida nazionali. Tutto ok per assunzioni

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Orizzonte Scuola  28.5.2015.  

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I tecnici del Senato hanno pubblicato il Dossier sulla riforma della scuola, che assume il numero 1934. Chiesti chiarimenti sull’insegnamento della lingua inglese e scuola-lavoro.

Chiamata dei docenti
Secodo i tecnici del Senato la possibilità da parte del dirigente di scegliere i docenti della scuola dagli ambiti (albi) territoriali lascia troppo spazio alle scelte soggettive, soprattutto per quanto riguarda la stabilizazione della coerenza tra il titolo di studio e l’assegnazione dell’incarico.
Ricordiamo, infatti, che il testo permette al dirigente di assegnare supplenze ed incarichi in classi di concorso diverse da quelle per le quali il docente è abilitato, purché il docente possegga titoli di studio validi per l’insegnamento della disciplina da impartire, abbia seguito percorsi formativi e sia in possesso di competenze professionali coerenti.
La coerenza viene affidata all’autonomia di ciascun dirigente. Una condizione che lascia perplessi i tecnici del Senato, tanto da chiedere di prevedere l’emanazione di linee guida uniformi su tutto il territorio nazionale.

Lingua inglese
Il testo del DDL di riforma della scuola come licenziato dalla Camera, prevede che per l’insegnamento della lingua inglese, della musica e dell’educazione motoria nella scuola primaria sono utilizzati docenti abilitati all’insegnamento per la scuola primaria in possesso di competenze certificate, nonché docenti abilitati all’insegnamento anche per altri gradi di istruzione in qualità di specialisti.
I tecnici del Senato chiedono che con riferimento ai docenti abilitati all’insegnamento nella scuola primaria, occorrerebbe chiarire a chi spetti la certificazione delle competenze necessarie per l’insegnamento delle materie indicate.

Scuola-lavoro
Qualche richiesta di chiarimento anche per la scuola-lavoro. Infatti, secondo i tecnici del Senato, la possibilità da parte delle scuole di stipulare convenzioni non sembrerebbe concernere i musei, gli istituti ed i luoghi della cultura e delle arti performative, nonché gli uffici, centrali e periferici, del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Pertanto viene chiesta una formulazione più chiara ed una specificazione sulla condizione dell’iscrizione riguardi le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, in quanto le medesime camere rientrano tra i soggetti che possono stipulare le convenzioni.

Immissioni in ruolo
Nessuna rilevazione sul piano di assunzioni come licenziato dalla Camera. Sull’articolo 10 non è stato chiesto alcun cambiamento.

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