Telecamere negli asili e test a maestri e educatori: primo sì alla legge

Corriere-scuola_logo14di Valentina Santarpia,  Il Corriere della Sera  1.10.2016 

–  Adottato il testo unico, dopo otto anni di proposte arenate e diversi interventi del Garante per la privacy. Tra i punti fermi: l’autorità giudiziaria sarà l’unica a poter visionare le immagini, e solo dopo una denuncia. Previsti anche test psico-attitudinali per insegnanti, educatori ed operatori socio-sanitari

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– Telecamere negli asili per evitare abusi sui bambini, e test psicoattitudinali per educatori e maestri: sono questi i due punti chiave del testo unico adottato alla Camera dopo 8 anni, almeno una dozzina di proposte di legge trasversali e numerosi interventi del Garante della privacy. L’antefatto è materia di cronaca. Le ultime immagini choc vengono da Potenza: nelle immagini sfocate registrate dai carabinieri si vedono le maestre di una scuola materna statale strattonare bambini di 3-4 anni, spingerli, prenderli a calci, buttarli a terra per lasciare posto ad altri bambini, colpirli col cucchiaio perché fanno i capricci a tavola. È solo l’ennesimo caso di maltrattamenti, scoperto per caso dopo che una mamma ha notato i livi sul braccio di sua figlia: ma perché le maestre fossero interdette c’è stato bisogno di una denuncia formale e le forze dell’ordine hanno dovuto installare di nascosto delle telecamere, attraverso cui registrare le botte. «L’obiettivo della legge è quello di accorciare i tempi», spiega Gabriella Giammanco, la deputata forzista che ha presentato la primissima proposta di legge in materia nel 2008 e che adesso è la prima relatrice del nuovo testo. «Se le telecamere sono già presenti negli asili, non c’è bisogno di far continuare le violenze per poterle accertare: basterà che la magistratura possa visionare le immagini criptate quando c’è una denuncia da parte dei genitori». Il tema è delicatissimo: l’idea che qualcuno possa filmare i nostri figli mentre giocano, mangiano, parlano a scuola fa venire i brividi. Ed è per questo che il Garante è intervenuto più volte per chiarire come limitare l’uso della videosorveglianza negli asili privati, che può diventare un boomerang e violare lo spazio riservato a cui hanno diritto tutti, adulti e bambini. Ma la legge punta a intervenire proprio su questo fronte: oltre a dare la possibilità anche agli asili pubblici – i nidi e le scuole dell’infanzia – di adottare le telecamere, mette i paletti al loro utilizzo.

Le immagini criptate

Il primo riguarda chi e come possono essere usate le immagini: saranno criptate, quindi nessuno, neanche il personale della scuola, potrà mai vederle. Gli unici a potervi accedere saranno i magistrati incaricati, dopo apposita denuncia, di indagare su eventuali maltrattamenti sui bambini. Ovviamente si tratta di una facoltà per gli asili pubblici, che dovranno prima di poter installare il sistema di videosorveglianza avere l’assenso dei sindacati. E per quanto riguarda tutti gli aspetti legati alla riservatezza, dovrà essere il Garante della privacy, entro 60 giorni dall’adozione della legge, a intervenire precisando «adempimenti e prescrizioni da applicare in relazione all’installazione dei sistemi». I costi? «Per ora la legge prevede la clausola di neutralità finanziaria, ovvero che non ci siano oneri a carico della finanza pubblica- spiega Giammanco- ma in commissione chiederemo che ci sia un fondo triennale a cui attingere per poter sostenere inizialmente la spesa: almeno 5 milioni l’anno per tre anni».

I test psico-attitudinali

Le telecamere sono solo un aspetto della sicurezza: perché l’altro aspetto da curare nella tutela dei bambini è la formazione del personale. E infatti il testo, che riguarda anche le case di assistenza a disabili e anziani, prevede pure l’affidamento al governo di una delega per adottare un decreto legislativo che preveda test psico-attitudinali per insegnanti, operatori socio-sanitari, educatori, infermieri e tutti quelli che hanno tra le mansioni l’assistenza a soggetti «in condizioni di vulnerabilità», come sono appunto i bambini, gli anziani, i disabili. «Dobbiamo essere sicuri che chi si prende cura dei nostri cari siano persone affidabili: non solo facendo una valutazione al momento dell’assunzione, ma anche prevedendo test che controllino il logoramento fisico e psichico che può derivare da mansioni così delicate», spiega Giammanco. Nessuna gogna, dunque, ma solo la necessità di tutela, anche del personale che, in condizioni stressanti emotivamente e fisicamente, può «cedere» a comportamenti non corretti.

In Aula il 13 ottobre

La proposta di legge dovrà essere ora emendata in commissione, per tornare in Aula il 13 ottobre per la discussione. E stavolta non dovrebbero esserci ulteriori rinvii: il movimento che si sta creando, complici i fattacci di cronaca, intorno alla necessità di sorvegliare i bambini, è attivissimo. Su Change.org ci sono ben otto petizioni , con in totale 143.189 sostenitori, che chiedono un intervento in materia: non più solo forcaioli e sostenitori delle maniere forti, ma anche centinaia di genitori preoccupati che chiedono di «prevenire e assicurare la sicurezza di anziani, bambini e disabili che vivono la loro quotidianità all’interno di strutture sanitarie, socio-sanitarie e scolastiche, ma anche delle realtà che ospitano gli animali». A fare da cassa di risonanza sono sicuramente le notizie di cronaca: le immagini agghiaccianti finiscono per trasformare quei pochi casi isolati e deviati in un incubo possibile ovunque e in qualsiasi momento.

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