Trasferimenti: continua la protesta

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Pasquale Almirante,  La Tecnica della scuola  15.8.2016

"Se andiamo a insegnare fuori dalla Sardegna chistionausu in limba, ovvero parliamo in sardo". È il messaggio dei docenti, che da giorni combattono per non emigrare, durante un flash mob all'aeroporto di Cagliari-Elmas. Qualche insegnante donna ha indossato un costume tipico di Quartu, altri hanno portato un bronzetto nuragico. E' stao anche mostrato un maxi striscione con la scritta "Scuola sarda no trolley". Domani alle 14 scade il termine per presentare le domande di assunzione. Cagliari, 13 agosto 2015. ANSA/STEFANO AMBU

“Se andiamo a insegnare fuori dalla Sardegna chistionausu in limba, ovvero parliamo in sardo”. È il messaggio dei docenti, che da giorni combattono per non emigrare, durante un flash mob all’aeroporto di Cagliari-Elmas. Qualche insegnante donna ha indossato un costume tipico di Quartu, altri hanno portato un bronzetto nuragico. E’ stao anche mostrato un maxi striscione con la scritta “Scuola sarda no trolley”. Domani alle 14 scade il termine per presentare le domande di assunzione. Cagliari, 13 agosto 2015. ANSA/STEFANO AMBU

"Se andiamo a insegnare fuori dalla Sardegna chistionausu in limba, ovvero parliamo in sardo". È il messaggio dei docenti, che da giorni combattono per non emigrare, durante un flash mob all'aeroporto di Cagliari-Elmas. Qualche insegnante donna ha indossato un costume tipico di Quartu, altri hanno portato un bronzetto nuragico. E' stao anche mostrato un maxi striscione con la scritta "Scuola sarda no trolley". Domani alle 14 scade il termine per presentare le domande di assunzione. Cagliari, 13 agosto 2015. ANSA/STEFANO AMBU

“Se andiamo a insegnare fuori dalla Sardegna chistionausu in limba, ovvero parliamo in sardo”. È il messaggio dei docenti, che da giorni combattono per non emigrare, durante un flash mob all’aeroporto di Cagliari-Elmas. Qualche insegnante donna ha indossato un costume tipico di Quartu, altri hanno portato un bronzetto nuragico. E’ stao anche mostrato un maxi striscione con la scritta “Scuola sarda no trolley”. Domani alle 14 scade il termine per presentare le domande di assunzione. Cagliari, 13 agosto 2015. ANSA/STEFANO AMBU

– Ancora trasferimenti dei docenti sardi lontano dall’isola e nuove proteste: non pare esserci una tregua accettabile sulla delicata questione dei movimenti dei docenti.

Con le e-mail arrivate ieri agli insegnanti delle scuole superiori si è conclusa la fase della ‘mobilità’. Molti professori sardi ci sono rimasti male: tra le destinazioni anche Lombardia, Piemonte e Abruzzo. La speranza di salvarsi e restare in Sardegna ora è legata all’accoglimento della domanda di assegnazione provvisoria.

“La scuola ė una cosa seria. La mobilità costringerà altri docenti sardi a preparare la valigia e partire”, attacca una docente tre i leader della mobilitazione con il ‘comitato delle valigie’, aggiungendo: “La protesta andrà avanti e siamo pronti a manifestare a Roma con tutti i colleghi che hanno subito e subiranno le ingiustizie ed i danni di questa riforma.

Il Comitato delle valigie sarde si è unito nella protesta con il Comitato 8000esiliatifaseBGae, che riunisce i docenti del sud Italia anche loro costretti ad un massiccio esodo”.

Tanti i rimpianti: “Si sarebbe potuto fare un semplice piano di immissioni in ruolo trasformando i posti di “organico di fatto” in posti di “organico di diritto”. Sarebbe bastato davvero poco, forse soltanto un pizzico di buon senso ma purtroppo anche quest’anno la scuola italiana non sarà per niente una…Buona scuola. Tutto ciò a discapito dei docenti, degli studenti e degli italiani”.

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