Triplicati in due anni gli studenti dei licei musicali e coreutici

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Triplicano in un paio di anni gli studenti iscritti ai licei musicali e coreutici. Il boom di questa nuova offerta formativa emerge dai due volumi «I licei musicali e coreutici italiani. Rapporto 2016», presentati ieri a Roma, e frutto di un accordo fra il Miur e la rete «Qualità e sviluppo dei licei musicali».

La fotografia dei licei musicali
I licei musicali sono passati dai 43 del primo anno di attivazione (2010-11) agli attuali 140, 129 statali e 11 paritari, con un numero di iscritti che nel 2014-15 ha raggiunto le 9.735 unità e le 456 classi, contro le 3.329 unità e le 160 classi del 2012-13. In due anni la popolazione scolastica è pressoché triplicata, come anche i docenti: 2.593 insegnanti, a fronte degli 876 del 2012-13. Gli strumenti musicali più studiati (80% delle scelte) sono: il pianoforte (lo hanno scelto 5.678 studenti come primo o secondo strumento), la chitarra (2.391), il violino (1.626), il flauto traverso ( 1.408); 5) le percussioni (1.377), il canto (1.229 studenti), il clarinetto (1.006). Il 59,3% dei licei ha creato reti orizzontali, il 50% reti verticali, per coltivare relazioni costruttive e permanenti con le realtà culturali, educative, sociali e aziendali presenti nei contesti di riferimento. L’82,3% ha avviato attività collettive permanenti, per un totale di 90 gruppi strumentali, 81 orchestre, 64 cori e 10 gruppi di teatro musicale. 260 studenti sono stati vincitori e finalisti in manifestazioni a carattere regionale, 623 in manifestazioni nazionali, 104 in contest internazionali. Il 60,4% dei diplomati è stato ammesso ai Conservatori, mentre il 27,6% si è iscritto a corsi di laurea universitari.

I numeri dei licei coreutici
Per quanto riguarda i licei coreutici, il loro numero, in due anni, è più che triplicato, passando da 11 a 34; ugualmente quello degli studenti (da 444 ha raggiunto le 1.563 unità
distribuite in 110 classi) e dei docenti (da 81 nel 2012-13 è passato ai 259). Il 41,2% degli istituti ha stabilito reti e accordi con istituzioni culturali presenti nel territorio, consentendo anche di sostenere e indirizzare un attività di alternanza scuola lavoro. Il 33,1% dei diplomati si è iscritto all’università e un altro 40% ha proseguito gli studi coreutici all’accademia nazionale di danza o in altre istituzioni nazionali e internazionali collegate all’universo della danza.

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