Un dettato al giorno: la ricetta francese per gli errori grammaticali

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di Stefano Montefiori,  Il Corriere della Sera  16.9.2015.  

L’annuncio del ministro dell’Istruzione Vallaud-Belkacem: «Essenziale la padronanza della lingua.
Per una base solida serve un approfondimento quotidiano»

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Dal nostro corrispondente a Parigi – «Sappiamo che gli scarsi risultati dei nostri alunni in Francia sono dovuti alla mancanza di esercizio, allora l’esercizio ritorna», ha detto la ministra francese dell’Educazione nazionale Najat Vallaud Belkacem, annunciando una riforma dei programmi scolastici basata sul ritorno ai «fondamentali»: «Un dettato al giorno, esercizi di calcolo mentale tutti i giorni, uno spazio per la lettura quotidiana». Anche in Italia il dibattito «dettato sì», «dettato no» torna periodicamente all’attenzione di insegnanti e pedagogisti. La ministra socialista, a lungo accusata dall’opposizione di essere continuatrice di una linea troppo lassista e aperta alle novità, ha presentato dei programmi più tradizionali soprattutto nei primi tre anni delle elementari.

Back to basics
La priorità torna a essere scrivere, contare, leggere. I programmi precedenti, varati nel 2008 dal governo di destra sotto la presidenza Sarkozy, erano giudicati dagli insegnanti come troppo pesanti, impossibili da portare a termine. Dopo 20 mesi di lavoro di 300 esperti che hanno consultato 90 mila insegnanti, la ministra sostiene che i nuovi programmi «rendono l’apprendimento più solido». «È molto importante esercitarsi abbastanza per rendere i riflessi automatici, e il calcolo mentale è uno dei riflessi che bisogna avere. Bisogna puntare su una pedagogia dell’esercizio quotidiano e della ripetizione per consolidare i saperi più semplici prima di sviluppare i più complessi». I nuovi programmi sembrano venire incontro anche alle critiche di quanti sostengono che la scuola negli ultimi anni ha abdicato al suo ruolo di integrazione delle minoranze.

Un aiuto soprattutto per i bambini stranieri
I bambini di origine straniera sono aumentati, soprattutto in certe zone, e lo scrupolo di rispettare tutte le culture, secondo la destra, ha finito per impoverire l’apprendimento della lingua francese, che potrebbe e dovrebbe essere un potente fattore unificante. «Padroneggiare il francese è fondamentale – dice Najat Vallaud Belkacem -, e nella scuola elementare, oltre alle solite 10 ore settimanali, se ne aggiungeranno altre dieci. Gli allievi non usciranno dalla scuola senza avere imparato correttamente il francese».

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