Un equilibrato sistema di pesi e contrappesi per le scuole

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TuttoscuolaNews,  n. 692 del 18.5.2015.

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Ma basta un buon modello di controllo? Vanno anche pensati meccanismi compensativi dei poteri del dirigente scolastico in capo a organi collegiali. Il che non vuol dire privare – come avviene sostanzialmente oggi – i dirigenti di strumenti effettivi per gestire le scuole rispondendo poi dei risultati (come infatti non avviene oggi), ma definire un sistema di contrappesi che coniughi l’efficienza gestionale con principi di garanzia.

Si è molto discusso e polemizzato sulla figura del dirigente scolastico, disegnata secondo alcuni nel Ddl come quella di un ‘uomo solo al comando’. Tali osservazioni critiche vanno respinte se nascondono una richiesta di deresponsabilizzazione del dirigente (magari a favore del Collegio docenti o delle RSU), vanno invece accolte se sono finalizzate al rafforzamento e alla più ampia condivisione delle scelte di carattere strategico che competono alla scuola autonoma, soprattutto in presenza di risorse finanziarie aggiuntive come quelle provenienti da privati. Scuola autonoma non vuol dire autocratica. Uno strumento idoneo a sostenere il dirigente in tali scelte e a condividerne le responsabilità di management strategico, per esempio nella definizione e valutazione in itinere dei Piani triennali, potrebbe esse costituito da un Consiglio di amministrazione, del quale facciano parte stakeholders non solo interni, in rappresentanza di genitori e docenti (e student i nelle superiori), ma anche esterni, nominati per esempio dai Comuni e, nelle superiori, dalle Camere di Commercio. Il Cda è la sede delle scelte strategiche e l’organo di garanzia della corretta applicazione delle regole, il ds è il gestore delle decisioni operative e implementative.

La nuova versione del disegno di legge uscita dalla Commissione Cultura della Camera si sforza di andare in questa direzione, ma ha due limiti: risente dello sforzo di mediare rispetto alle istanze che hanno trovato la massima risonanza nello sciopero dello scorso 5 maggio; e si avvale di organi collegiali pensati quarant’anni fa, allora con grande spirito di innovazione, e che hanno per così dire subito l’usura del tempo. Servirebbero organismi più moderni e funzionali.

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