Un insegnante a tempo indeterminato può essere licenziato. Vediamone i motivi

RTS_logo2di Aldo Domenico Ficara, Regolarità e Trasparenza nella Scuola,  11.11.2017

– Gli insegnanti, dal punto di vista disciplinare, possono essere licenziati, in quanto sono soggetti sia alla normativa generale in tema di pubblico impiego (modificata dal cd. decreto Brunetta), sia alla legislazione speciale prevista Testo Unico in materia di istruzione. In particolare, le cause che possono condurre al licenziamento del docente consistono in:

  • condotte che si traducono in una grave violazione degli obblighi propri del ruolo ricoperto;
  • azioni intenzionali che abbiano arrecato forte danno all’istituto scolastico, alla p.a., agli studenti e alle loro famiglie;
  • utilizzo non consentito di beni appartenenti all’istituto o di denaro amministrato o custodito, ovvero partecipazione o tolleranza rispetto alla stessa condotta tenuta da soggetti su cui si esercitano poteri di controllo;
  • importanti violazioni (o partecipazione alle stesse) di comandi, connesse allo svolgimento del servizio;
  • domanda o riscossione di denaro o altre utilità in occasione di attività espletate a causa della funzione svolta; importante abuso del ruolo ricoperto.

Altre motivazioni al licenziamento sussistono nel caso in cui venga accertata l’incapacità professionale del docente o l’inidoneità, anche per motivi di salute, allo svolgimento il servizio. In questi casi è il preside a decidere sul licenziamento del dipendente pubblico.

Per quanto detto si deduce che anche un insegnante assunto a tempo indeterminato in una scuola pubblica possa essere licenziato.

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