Valutazione docenti: perchè non coinvolgere le RSU?

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Reginaldo Palermo,   La Tecnica della scuola   Sabato, 23 Maggio 2015 

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Sulla questione della valutazione dei docenti si è sviluppato nelle ultime settimane un intenso dibattito che, alla Camera, ha portato anche ad alcune importanti modifiche al testo del ddl.

Inizialmente, infatti, era previsto che la valutazione fosse affidata ad un comitato composto dal dirigente e da alcuni docenti (in una primissima versione il ruolo del comitato era anzi marginale rispetto a quello del dirigente).
Ora, il testo approvato dalla Camera prevede che la valutazione sia affidata al comitato di valutazione che, nella sua nuova composizione, sarà formato dal dirigente scolastico, due docenti e due genitori (nelle superiori da un genitore e uno studente).
Per ovvii motivi sui quali non è neppure il caso di soffermarsi, né la prima né la seconda soluzione paicciono al mondo della scuola e ai sindacati.
“La cosa migliore – sostengono molti – è che la valutazione venga effettuata dagli ispettori”.
Non si sa se la proposta sia fatta in buona fede o meno, ma è facile calcolare che per realizzare un progetto del genere il corpo ispettivo andrebbe almeno decuplicato o forse anche di più (senza contare che un concorso ispettivo dura in media 3-4 anni).
E allora noi proviamo a rilanciare una idea a cui avevamo accennato già in passato e che forse piacerebbe ai sindacati: perchè non inserire nel comitato di valutazione anche le rappresentanze sindacali. Magari precisando che il vicepreside che è anche RSU (nelle scuole capita anche questo) non può far parte del comitato.

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