Valutazione scrutini: Il docente propone e il Consiglio dispone

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Lucio Ficara,  La Tecnica della scuola  30.11.2016

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– Per le scuole secondarie che adottano il trimestre, verso la metà del mese di dicembre è tempo di scrutini. È utile ricordare le regole sulla valutazione degli studenti.

La valutazione degli apprendimenti dei singoli studenti spetta al consiglio di classe con deliberazione assunta, ove necessario, a maggioranza.

Ovviamente la valutazione degli apprendimenti si basa sulle proposte di voto fatte dai singoli docenti, che viene recepita dal Consiglio di Classe che può, laddove lo ritenga necessario, modificare la valutazione proposta dal docente, con voto palese, anche sulla base di ponderate motivazioni e dei criteri di valutazione adottati dal Collegio dei docenti.

Infatti nell’art.2 comma 1 del DPR 122/2009 è disposto che “La valutazione, periodica e finale, degli apprendimenti è effettuata, nella scuola secondaria di primo grado, dal consiglio di classe, presieduto dal dirigente scolastico o da suo delegato, con deliberazione assunta, ove necessario, a maggioranza”.

Mentre nell’art.4 comma 1 dello stesso DPR, riferito alla valutazione degli studenti delle scuole secondarie di II grado, è disposto che “La valutazione, periodica e finale, degli apprendimenti è effettuata dal consiglio di classe, formato ai sensi dell’articolo 5 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, e presieduto dal dirigente scolastico o da suo delegato, con deliberazione assunta, ove necessario, a maggioranza. I docenti di sostegno, contitolari della classe, partecipano alla valutazione di tutti gli alunni”.

Quindi appare evidente che il voto che viene assegnato ad uno studente in fase di scrutinio, derivi dalla presa d’atto di un intero Consiglio di classe, che viste le proposte presentate dai docenti delle singole discipline valuta all’unanimità o a maggioranza il voto da assegnare ad ogni studente.

Nel caso il Consiglio di classe decidesse di modificare la valutazione proposta da un singolo docente, potrebbe farlo con una delibera assunta dall’intero organo collegiale, che deve essere perfetto, a cui nessuno si può sottrarre decidendo di astenersi. In caso di parità sulla delibera collegiale che determina il voto da assegnare allo studente, il voto del Presidente del Consiglio di classe, che potrebbe essere il Ds o un suo delegato appartenente al Consiglio, vale doppio e determinerà la decisione di modifica del voto.

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