Verso la terza prova, il “quizzone” sarà “al massimo su 5 materie”

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Lunedì il test scritto, il ministero precisa che il numero della materie non è obbligatorio.
Per l’orale la novità dell’esposizione facoltativa in lingua straniera

di Salvo Intravaia  la Repubblica,  18.6.2015.  

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Dopo Malala e Tacito, la maturità si prende una pausa di riflessione: un week end lungo prima della terza prova scritta che si terrà lunedì 22. Le prime due prove scritte degli esami di Stato della scuola superiore sono trascorse senza troppi scossoni. In entrambi i casi, il ministero ha scelto tracce con almeno un tema molto familiare ai nativi digitali. Il tema più gettonato il assoluto  –  col 51 per cento di opzioni  –  è stato il saggio breve/articolo di giornale di ambito tecnologico-scientifico: “Lo sviluppo scientifico e tecnologico dell’elettronica e dell’informatica ha trasformato il mondo della comunicazione, che oggi è dominato dalla connettività. Questi rapidi e profondi mutamenti offrono vaste opportunità ma suscitano anche riflessioni critiche”.

Un vero invito a nozze per gli studenti italiani sempre connessi, anche durante le prove d’esame. Le prime indiscrezioni sulle tracce della prova d’Italiano, come avviene ogni anno, erano già su internet pochi minuti dopo la dettatura. Lo spauracchio della seconda prova scritta confezionata in base alle nuove indicazioni della riforma Gelmini è svanito, in quasi tutti gli indirizzi scolastici, non appena i commissari d’esame hanno distribuito i fogli con le tracce ministeriali. Secondo i commenti a caldo degli studenti, il compito di Matematica allo scientifico è stato abbastanza facile. Con uno dei due problemi a scelta del candidato che chiedeva di studiare un piano tariffario per telefonare all’estero.

Discorso un po’ diverso per la versione di Latino, con un brano di Tacito: gli “Ultimi giorni di Tiberio”, che per la prima volta è stato accompagnato da una breve nota esplicativa. L’autore latino era abbastanza atteso, perché non usciva da dieci anni. E parecchi insegnanti curricolari hanno azzeccato la previsione. Un testo che, secondo il latinista Leopoldo Gamberale, per i ragazzi risulta ostico.

Archiviati i primi due scritti, lunedì è la volta della terza prova. Sulla quale nei giorni scorsi il ministero dell’Istruzione ha sentito il dovere di intervenire per chiarire che sulla stessa non ci sarà “nessuna sorpresa”. Perché il quizzone, nel caso in cui la commissione optasse per domande a risposta multipla o a risposta aperta, “non deve obbligatoriamente riguardare cinque materie, come trapelato su alcuni organi di stampa, ma fino a un massimo di cinque, secondo quanto previsto dal DM n° 429 del 2000”. “La terza prova  –  concludono da viale Trastevere  –  è predisposta dalle Commissione d’esame sulla base del documento che è stato definito entro il 15 maggio scorso da ciascun consiglio di classe”.

Meno chiara invece la ratio della nota dello scorso 12 giugno in cui il ministero dà il via libera a commissari interni che hanno impartito lezioni private agli stessi candidati interni che esamineranno o che sono legati agli stessi da vincoli di parentela.

Ogni anno, tutti i membri della commissione sottoscrivono due fogli in cui dichiarano di non avere impartito lezioni private ad alunni della commissione e di non essere legato agli stessi da vincoli di parentela entro il quarto grado. Nella nota, il Miur sottolinea “l’opportunità di evitare in assoluto la nomina dei commissari interni in situazioni di incompatibilità e la necessità di sostituire con immediatezza gli eventuali commissari esterni che si trovino in tali situazioni”. Ma quest’anno, per i commissari interni, il ministero ha deciso di concedere una deroga.
“Si precisa, però, che considerati i tempi di pubblicazione dell’ordinanza, solo in via eccezionale  –  prosegue la nota  –  per il corrente anno” e al fine di tutelare gli alunni delle classi interessate da queste vicende parenti e prof privati potranno interrogare i propri alunni. Perché “non si procede alla sostituzione del solo commissario interno legato dai vincoli” in questione “con un alunno o alunni interni, nel caso in cui il competente consiglio di classe non abbia ritenuto di designare un altro docente della classe con specifica e puntuale motivazione”. L’ultimo atto degli esami sarà il colloquio che quest’anno vedrà la novità del Clil: l’esposizione da parte del candidato di un argomento di una materia non linguistica in Inglese, o in un’altra lingua straniera. Una facoltà che per questa prima volta è riservata soltanto ai membri interni.

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