Vincolo quinquennale sostegno: quanti giustificati malumori. Alcune richieste da parte dei docenti di sostegno

Orizzonte_logo14

Marco Barone, Orizzonte Scuola, 15.12.2016

sostegno25a

– Quella del sostegno, è una questione molto delicata e sensibile. Ci son voluti anni ed anni di contenzioso per pretendere la piena garanzia del diritto allo studio, al sostegno, all’avente diritto, ma con personale qualificato e specializzato.

Anche se a dirla tutta continuano a registrarsi casi dove docenti privi di alcuna specializzazione vengono collocati sul sostegno. Cosa accadrebbe se l’italiano venisse insegnato da chi non ha mai aperto un vocabolario in tutta la sua vita? O la matematica da chi non sa fare i conti? Certo, con il fantomatico organico dell’autonomia, che in via teorica prevede quattro fattispecie distinte ed autonome di qualificazione giuridica, poiché si parla di docenti su posti comune, potenziamento, sostegno, ed organizzazione, progettazione e coordinamento, si è verificata una vera confusione.

Nel senso di fondere quattro fattispecie distinte all’interno del contenitore organico dell’autonomia, ed ecco che ti trovi docenti su posto comune finire sul potenziamento, anche se entrati in ruolo prima della 107 del 2015. Continuano ad emergere giustificati e fondati malumori in merito alla questione del vincolo quinquennale sul sostegno assimilato dalla legge 107, non sottoposto ad alcuna contrattazione. Se una deroga al vincolo triennale è stata contemplata per la permanenza nella provincia di immissione in ruolo, ciò non è avvenuto sul sostegno. E come denunciano i docenti interessati, questo vincolo rappresenta non solo una limitazione per la mobilità dei docenti di sostegno ma anche una limitazione alla loro libertà d’insegnamento.

Viene denunciato da alcuni docenti, che mi hanno contattato che “Inoltre le migliaia di assunzioni stanno saturando tutti i posti disponibili rendendo di fatto impossibile, per i docenti bloccati nel sostegno per 5 anni, di tornare sulla materia alla fine del quinquennio. Infatti, grazie alle modifiche apportate dalla Buona Scuola docenti senza un anno di pre ruolo sono entrati a tempo indeterminato nella scuola, mentre altri docenti hanno molti anni di pre ruolo nel sostegno e non hanno ancora avuto la possibilità di insegnare la loro materia”.

Quali le richieste? 1. che sia riconosciuto il servizio preruolo di sostegno, anche se in un ordine o grado di scuola diverso da quello del ruolo, ai fini del computo del vincolo quinquennale – così come ai fini economici e di mobilità territoriale. 2. di dare la possibilità a un docente specializzato che ha già terminato un quinquennio nel sostegno in un ordine e grado di scuola e passa di ruolo in un altro (es. dalla primaria alla scuola media) di scegliere dopo un anno se: • rimanere nel sostegno, • passare alla sua disciplina, • o avere la possibilità di ottenere una cattedra mista (metà ore come docente di sostegno e metà come docente di classe) 3. istituire una cattedra mista per tutti i docenti di sostegno. Questo assicurerebbe al docente una reale contitolarità della classe e pari dignità con gli altri colleghi.

Richieste legittime, fondate e che meritano una giusta attenzione e risposta, per l’affermazione di quella dignità che deve riguardare tutti, senza che vi siano primi e secondi o terzi.

.

GILDA VENEZIA - Associazione Professionale GILDA degli INSEGNANTI - Federazione Gilda Unams

webmaster: Fabio Barina



Sito realizzato da Venetian Navigator 2 srl