Yoga a scuola, l’idea di Gentiloni divide gli insegnanti di educazione fisica: “Non è adatto ai bimbi”. “Finalmente una svolta”

Fatto_lofo15di Alex Corlazzoli,  Il Fatto Quotidiano, 1.11.2017 

– L’annuncio del capo del Governo arriva da New Delhi dove per la felicità del suo omologo Narendra Modi, durante il bilaterale tra i due Stati, Gentiloni ha firmato un memorandum dove spunta anche l’ipotesi dell’insegnamento dello yoga durante le ore di educazione fisica: “Si cercherà di capire se sia possibile inserire questa disciplina a scuola, nelle ore di ginnastica, coinvolgendo anche istituzioni qualificate”. Reazioni contrastanti tra gli addetti ai lavori.

L’idea del premier Paolo Gentiloni di introdurre lo yoga nel programma delle scuole divide il mondo degli insegnanti di educazione motoria. Da una parte c’è chi pensa si tratti di una proposta peregrina, dall’altra chi promuove l’iniziativa del presidente del consiglio.

L’annuncio del capo del Governo arriva da New Delhi dove per la felicità del suo omologo Narendra Modi, durante il bilaterale tra i due Stati, Gentiloni ha firmato un memorandum dove spunta anche l’ipotesi dell’insegnamento dello yoga durante le ore di educazione fisica: “Si cercherà di capire se sia possibile inserire questa disciplina a scuola, nelle ore di ginnastica, coinvolgendo anche istituzioni qualificate”. Parole che hanno entusiasmato Modi che in India ha proclamato il 21 giugno una giornata nazionale dedicata a questa pratica ascetica e meditativa che lo vede impegnato in prima persona. Applausi a Gentiloni arrivano anche dalla Federazione yoga che con lo Stato italiano ha firmato già due protocolli d’intesa per promuovere la tecnica orientale anche nelle nostre aule.

A promuovere l’ipotesi di Gentiloni è invece Giuseppe Cindolopresidente della Federazione italiana educatori fisici e sportivi che raccoglie anche molti docenti: “L’educazione motoria deve avere una svolta e pertanto deve cambiare il concetto di fondo e a sua volta la figura dell’insegnante. Un ragazzo che si iscrive per esempio ad un liceo sportivo si aspetta qualcosa di diverso rispetto a ciò che conosce”. Ma il presidente sottolinea che “nei programmi dei corsi di scienze motorie non c’è yoga ma non c’è nemmeno la didattica dell’insegnamento, lo studio che regola la crescita muscolare dell’individuo – dice – Questa gente non sa cosa succede a 14-15 anni nel corpo umano: come fanno a proporre delle attività fisiche se non ne conoscono l’effetto benefico? Noi abbiamo lottato anni per trasformare l’Isef in facoltà di scienze motorie ma ora siamo caduti nel tranello opposto: ci si è dimenticati la pratica didattica e la tecnica che prima veniva fatta all’Isef”.

Cindolo è convinto della bontà della proposta del premier: “Invitiamo fin da ora la Federazione insegnanti yoga ad incontrarci per mettere in campo delle azioni comuni per lavorare insieme su questa idea di Gentiloni – conclude – Lo yoga va fatto conoscere ai ragazzi e va introdotto nell’aggiornamento degli insegnanti”.

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