Incidente nell’ora di educazione fisica: ne risponde la scuola?

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di Maura Corrado,  La legge per tutti, 1.5.2017 

– Nessun risarcimento a chi si fa male durante l’ora di educazione fisica svolgendo attività non pericolosa né illecita; con tutte le cautele del caso, tale danno non può essere previsto né evitato. 

Nel caso in cui, durante le ore di educazione fisica, lo studente resti coinvolto in un infortunio sportivo, affinché si possa scaricare la responsabilità sulla scuola [1] non basta che il programma preveda lo svolgimento di tale attività da parte degli alunni. È, invece, necessario che il danno sia conseguenza del fatto illecito di un altro studente impegnato nella gara e che, inoltre, la scuola non abbia predisposto tutte le misure idonee a evitare il fatto [2]. In pratica, ciò vuol dire che, per poter parlare di fatto illecito, non conta la condotta di gioco tenuta durante il normale sviluppo dell’azione di una partita (ad esempio, di calcio o di pallavolo), a meno che essa non sia in concreto connotata da un grado di violenza ed irruenza incompatibili:

  • col contesto ambientale,
  • con l’età,
  • con la struttura fisica dei partecipanti al gioco [3].

A stabilirlo è una sentenza del Tribunale di Tivoli relativamente alla vicenda di uno studente che, nel corso in partita di pallavolo durante l’ora di educazione fisica, a causa di un urto incidentale con un compagno, aveva subito la rottura del setto nasale [4]. Per questo motivo chiedeva fosse accertata la responsabilità della scuola.

Infortunio a scuola: chi ne risponde?
Come precisato nell’articolo Danno nella palestra della scuola: alunno non risarcito, per legge gli insegnanti sono responsabili dei danni subìti dagli alunni durante il tempo in cui essi sono sotto la loro diretta supervisione, a meno che l’evento si sia verificato per caso fortuito, cioè in modo del tutto imprevedibile e improvviso. In sostanza, non scatta alcun obbligo di risarcimento a carico del professore quando, anche usando una diligenzairreprensibile, non poteva minimamente prevedere in anticipo ed evitare l’infortunio.

Ricapitolando, in relazione alle attività sportive, la responsabilità dell’insegnante (per il quale eventualmente risponde il ministero della Pubblica Istruzione), è configurabile:

  • per violazione del dovere di sorveglianza e di addestramento;
  • se agli allievi hanno svolto attività violente con il consenso dell’insegnante;
  • se il danno è stato determinato dall’uso di attrezzature inidonee o intrinsecamente pericolose o tali da implicare un margine di rischio di incidenti superiore che poteva essere previsto e oggetto di prevenzione.

Si comprende, allora che, se durante una normale partita di pallavolo, due alunni, giocando, si scontrano e dall’urto derivi una frattura o un qualsiasi altro danno per uno di loro, neppure il più scrupoloso dei docenti poteva evitarlo. Nessun risarcimento, quindi, a chi si fa male durante una normale azione di gioco non pericolosa né avente carattere illecito, dato che, anche con tutte le cautele del caso, un simile evento non può essere previsto né evitato.

Infortunio a scuola: chi deve provare cosa?
Per quanto riguarda l’onere della prova:

  • lo studente deve dimostrare di essersi fatto male a causa di un comportamento illecito di un altro studente;
  • la scuola deve provare di non aver potuto evitare il fatto pur avendo predisposto le necessarie cautele.

Nel caso in esame, non ci troviamo di fronte a una peculiare dinamica del gioco e/o ad anomalie relative alle condizioni del campo o delle strutture messe a disposizione dall’istituto scolastico, tali da far ritenere configurabile una situazione anomala o difforme dalle regole del gioco. Diverso sarebbe stato se l’azione di gioco fosse stata connotata da un particolare grado di violenza ed irruenza, incompatibile con il contesto sportivo, l’età e la struttura fisica dei partecipanti alla partita.

Per questo motivo, il Tribunale di Tivoli ha respinto la domanda di risarcimento dello studente.

Note

[1] Secondo l’art. 2048 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 20743 del 28.09.2009.

[3] Cass. sent. n. 6844 del 08.04.2016.

[4] Trib. Tivoli, sent. n. 283 del 16.02.2017.

Incidente nell’ora di educazione fisica: ne risponde la scuola? ultima modifica: 2017-05-01T15:33:37+02:00 da Gilda Venezia
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