Sostegno, la continuità prevale

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ItaliaOggi   19.9.2017

– Pronto il regolamento: il preside nella scelta del prof valuta anche il gradimento della famiglia.

È uno dei testi più attesi, e delicati, dell’attuazione della Buona scuola. Il decreto che disciplina il conferimento delle supplenze ai docenti di sostegno è giunto al giro di boa. Definito nella sua articolazione, attende il parere del Cspi, il consiglio superiore della pubblica istruzione, per essere poi portato, eventualmente integrato, alla firma finale della ministra dell’istruzione, Valeria Fedeli.

Tempi che, anche se dovessero andare avanti spediti, risultano ormai incompatibili con un’applicazione del regolamento già per quest’anno. Le supplenze in corso andranno dunque con le vecchie regole. Circa 40 mila i contratti attesi sul solo sostegno su 80 mila supplenze complessive stimate ad oggi per la copertura di tutte le cattedre.

Uno dei punti chiave della riforma prevede che le ragioni della continuità didattica ed educativa degli studenti con handicap prevalgano sulle ragioni lavorative dei docenti che si contendono i posti in base a punteggi e graduatorie. Una linea dalla quale la ministra ha deciso di non discostarsi, mandando definitivamente in soffitta il criterio delle assegnazioni automatiche delle supplenze a favore di una scelta discrezionale del dirigente scolastico.

Il preside diventa così il tutore dell’interesse primario dello studente in difficoltà. Due le condizioni che al loro contestuale verificarsi fanno scattare il campanello della riconferma nel nuovo contratto di supplenza: l’aver lavorato già nella stessa scuola nell’anno precedente e avere il gradimento delle famiglie.

Una novità che dal punto di vista giuridico, non è del tutto nuova in Italia: anche per licei musicali, la precedenza nelle sostituzioni, hanno concordato ministero e sindacati, va a chi vi ha già lavorato.

Il decreto modifica il precedente regolamento, il n. 131 del 2007. La sequenza prevede che, per garantire la continuità educativa e didattica, dopo aver effettuato le nomine a tempo indeterminato, il preside debba verificare i posti di cui vi è necessità. Dando priorità nella loro copertura ai docenti in possesso della specializzazioni che vi abbiano già lavorato nell’anno precedente, e acquisendo «le eventuali richieste delle famiglie».

La nomina deve essere accettata dal diretto interessato e va comunicata all’ufficio scolastico territoriale perché il relativo posto sia dichiarato indisponibile per altra nomina. Il contratto deve ovviamente rientrare nel contingente di supplenze previsto.

Il precedente servizio di supplenza che fa testo deve essere stato svolto per almeno 150 giorni continuativi e fino al termine delle lezioni, compresi i periodi di sospensione delle lezioni. Per i posti che risultassero ancora scoperti, si farà ricorso ai docenti privi del titolo di specializzazioni che abbiano già lavorato nello stesso istituto, sempre per almeno 150 giorni.

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Sostegno, la continuità prevale ultima modifica: 2017-09-19T07:51:02+01:00 da Gilda Venezia
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