Abbandonare la scuola paritaria per la scuola statale?

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di Sabrina Maestri,  Oggiscuola, 6.7.2019

– Ecco cosa ne pensano gli insegnanti –

Da qualche ora circola in rete, in un gruppo Facebook dedicato ai Diplomati Magistrali, un sondaggio rivolto agli insegnanti per capire la preferenza tra scuola paritaria o scuola statale. Attorno a questa tematica è possibile trarre spunto per un’interessante riflessione.

Cosa pensano le insegnati quando devono abbandonare la scuola paritaria per andare ad insegnare in quella statale?

Molte insegnanti nel corso degli anni hanno probabilmente iniziato a “farsi le ossa” lavorando presso le scuole paritarie. La scuola statale però, da sempre, è vista come un traguardo da conquistare. E dunque, appena si prospetta la possibilità di ottenere il ruolo in ambito statale, ecco che molte docenti abbandonano il posto alla scuola paritaria per lavorare in quella pubblica.

Il problema si pone quando la situazione è intricata, come quella dei Diplomati Magistrali. E allora torna in mente il vecchio proverbio: ”chi lascia la strada vecchia per quella nuova, sa quel che perde ma non sa quel che trova”. Questo detto è attualissimo se pensiamo proprio a quei Dm, in servizio presso una scuola paritaria, ma che hanno la possibilità di entrare di ruolo, seppur con riserva. Che fare in quel caso?

Il quesito e le risposte

La domanda posta sul gruppo Facebook è stata, per l’appunto, la seguente: “Lascereste un tempo indeterminato alla paritaria se chiamate in ruolo con riserva senza poter fare riservato 1 e bis?” Il riferimento è anche alla mancata possibilità di partecipazione ai 2 concorsi straordinari, per mancanza dei dovuti requisiti. Elemento questo che desta maggiore insicurezza.

Le risposte che ne sono seguite non hanno denotato una netta propensione in un senso o nell’altro. Le insegnanti si sono mostrate divise a metà sull’argomento. Per alcune, lasciare la paritaria sarebbe un rischio non sapendo cosa aspettarsi in ambito statale, data anche la paura dei numerosi meriti negativi sono intercorsi in questi mesi e che si teme possano continuare; per altre, andarsene tentando la via della scuola pubblica sarebbe un rischio che varrebbe la pena osare.

Alcune docenti pongono l’accento proprio sulla sicurezza lavorativa, latente in ambito statale ma nemmeno troppo certa nelle scuole paritarie, che potrebbero chiudere da un momento all’altro.

Un’altra attenta riflessione è riferita agli svantaggi del servizio presso scuole paritarie: porte chiuse nella partecipazione ai concorsi, come si sta riscontrando nel concorso straordinario, anni di pre-ruolo su paritaria spesso non valutati, poche concessioni di permessi.

Le riflessioni

Difficile trovare una risposta unitaria, anche perché ad entrare in gioco sono diversi fattori soggettivi.

Spesso a farla da padrone è il dato anagrafico. Molte insegnanti che superano magari i 60 anni, non hanno reali aspirazioni di “carriera” in ambito statale, e sono felici di restare a tempo indeterminato presso una scuola paritaria. Altre insegnanti invece vorrebbero andarsene quanto prima dalle paritarie, magari anche per la mole di ore lavorative non proporzionate alle entrate economiche.

Sta di fatto che l’attuale sistema scolastico, fatto di ricorsi, muri insormontabili, e poche garanzie di stabilità per il futuro, non sta facendo altro che creare sempre più precariato e sempre più incertezze.

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Abbandonare la scuola paritaria per la scuola statale? ultima modifica: 2019-07-07T05:29:01+01:00 da Gilda Venezia
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