Algoritmi e supplenze GPS, errori e contenzioso

di Daniele Di Frangia, La Tecnica della scuola, 15.11.2025.

Algoritmi e supplenze GPS, i problemi che fanno insorgere un contenzioso.
Gli errori più comuni nella compilazione dell’istanza.

Gilda Venezia

Quali sono gli errori più comuni nella compilazione dell’istanza delle 150 preferenze?
Quali sono i momenti critici che possono determinare problemi e far insorgere un possibile contenzioso in sede di convocazione, in sede di operazioni di conferimento degli incarichi di supplenza.
Nel corso della diretta de “L’avvocato risponde” andata in onda sul canale YouTube della Tecnica della Scuola, l’avv. Mariaconcetta Milone del Foro di Brindisi, ha fatto un quadro:

“Al di là delle criticità che possono derivare dall’errore umano, cioè dal fatto che non vengano rese disponibili tutte le cattedre, poi ci sono delle problematiche proprie dell’algoritmo perché l’algoritmo è un sistema che non prevede che si possa tornare indietro. Quindi la situazione migliore che si potrebbe venire a verificare sarebbe quella secondo cui e per cui le cattedre disponibili vengano rese pubblicate da parte degli uffici scolastici ancor prima della compilazione della scelta delle preferenze, quindi della compilazione dell’istanza delle 150 scuole, perché questo permetterebbe naturalmente al candidato, nei limiti del possibile, di poter indirizzare la propria scelta su quelle che sono le sedi disponibili a cui potrebbe ambire in base al punteggio.

Questo naturalmente non avviene mai, non è mai avvenuto e abbiamo detto anche che è abbastanza difficile che avvenga, ma quantomeno sarebbe opportuno che le cattedre fossero rese disponibili al momento dell’avvio delle operazioni perché diversamente purtroppo questo sistema genera inevitabilmente degli errori e produce e determina dei pregiudizi per i docenti, cioè il docente purtroppo è chiamato, in base al sistema ministeriale a dover esprimere all’interno della scelta delle sedi tutto lo scibile delle possibilità.

Ma se un docente non esprime tutte le possibilità che il sistema gli offre, può andare incontro anche alla circostanza per cui non risulta assolutamente destinatario ad alcun incarico, viene considerato rinunciatario all’incarico, pur avendo manifestato la volontà di insegnare. Faccio un esempio molto concreto. A un docente dovrebbe essere comunque data la possibilità nell’esercizio di libero arbitrio, di poter scegliere se lavorare su una cattedra di 18 ore piuttosto che su uno spezzone orario di 7 ore.

Questa scelta, per come è formulato oggi il l’algoritmo, non è possibile perché il docente, nel caso in cui non voglia andare a lavorare su uno spezzone, non voglia avere una supplenza su uno spezzone di 7 ore e quindi non si è interessati a svolgere un contratto di lavoro, appunto, su orario ridotto, non ha questa possibilità, perché laddove egli non esprima la volontà di lavorare su uno spezzone e nel turno di convocazione in cui gli avrebbe diritto, vi è solo lo spezzone disponibile, viene considerato rinunciatario. Questo significa che egli rinuncia a tutti gli incarichi di supplenza per quell’anno. Cioè, se nei turni successivi di convocazione dovessero rendersi disponibili delle ulteriori cattedre che lui ha scelto, dove lui ha dichiarato in maniera espressa la volontà di andare a lavorare, di essere destinatario di contratto, verrà scavalcato dal sistema e quella cattedra verrà invece attribuita ad un docente con punteggio inferiore.

Capiamo bene che questo è un sistema che lede profondamente il principio di meritocrazia. Non è possibile che un docente non debba andare a ricevere un incarico solo perché egli non ha manifestato la volontà di lavorare sullo spezzone orario.

Naturalmente questa rinuncia che io definisco ingannata, ha prodotto poi il ricorso alla giustizia. C’è un contenzioso cospicuo sul punto perché poi l’ordinanza ministeriale si presta a delle interpretazioni che purtroppo il Ministero gioco forza interpreta sempre in maniera restrittiva rispetto a quelle che sono le aspirazioni del docente e che poi per fortuna invece i giudici interpretano in maniera più favorevole e prossima a quelli che sono i diritti dei docenti”.

“L’introduzione di un sistema di conferimento di incarichi completamente automatizzato, a partire dall’anno 2020-2021, quando è stato introdotto per la prima volta il sistema delle GPS, ha reso la compilazione soprattutto dell’istanza per la scelta delle 150 preferenze, un momento di fondamentale importanza, trasformando questa compilazione da una semplice manifestazione di intenti ad un vero e proprio atto pregno di valenza e di conseguenze giuridiche, perché in questa fase che molto spesso i docenti vivono con apprensione. Essi non esprimono solo una preferenza, ma vanno a incidere direttamente su quella che poi sarà la loro possibilità di assumere incarichi di servizio, un momento che porterà a delle conseguenze sulla possibilità per loro di maturare punteggio e quindi in generale sulla loro carriera.

Per cui il momento fondamentale che determina poi l’attribuzione dell’incarico è rappresentato dalla compilazione di questa domanda perché l’algoritmo che andrà poi a produrre i vari incarichi andrà ad analizzare ed esaminare solo ed esclusivamente ed esattamente tutto quello che il docente andrà a dichiarare all’interno di questa domanda. Naturalmente è importante che il docente allora vada ad inserire in maniera completa tutti i dati e in maniera minuziosa, perché una domanda non corretta, una domanda non completa porterà e potrà portare anche delle conseguenze pregiudizievoli e ad un danno per il docente stesso.

Ora, l’informatizzazione della domanda, quindi, innanzitutto richiede che il docente vada a compilare in maniera informatizzata la domanda stessa in un termine preciso che viene determinato dal Ministero. L’errore che potrebbe sembrare più banale, ma che purtroppo a noi come avvocati, a volte c’è stato sottoposto, è quello di non inviare appunto la domanda nei termini e il mancato inoltre della domanda, naturalmente determina l’impossibilità assoluta insanabile per il docente di poter conseguire un incarico di supplenza perché la domanda non potrà essere assolutamente esaminata da parte del sistema e questo impedirà al docente di poter assumere l’incarico.

È importante che i docenti quindi non solo compilino la domanda salvandola in bozza, perché a volte per mancanza di dimestichezza, con gli strumenti informatici i docenti compilano in maniera anche minuziosa tutta la domanda, vanno a salvarla in bozza, ma poi non la inoltrano. Quindi il docente deve sempre accertarsi che la domanda risulti stato inoltrato, ma soprattutto poi che questa domanda sia possibile andarla a ritrovare nella sezione archivio della propria posizione in Polis perché diversamente la domanda non è stata appunto inoltrata.

Poi a volte, purtroppo, i docenti commettono l’errore di non andare a inserire le informazioni in maniera analitica e completa all’interno di questa domanda di scelta preferenza, nel senso che si limitano a delle scelte sintetiche o ad indicare solo i distretti. Anche questo tipo di compilazione può produrre degli errori e può produrre delle conseguenze perché l’algoritmo va ad analizzare i distretti in ordine alfabetico. Quindi se il docente non ha inserito in maniera minuziosa tutte le sedi ove aspira ad insegnare e non le ha indicate anche nell’ordine di preferenza, può verificarsi, come spesso si è verificato anche in questi giorni, lo stiamo vedendo, che il docente venga assegnato ad una sede molto lontana, in un distretto lontano dal proprio luogo e dal proprio comune di residenza, quando invece magari avrebbe avuto diretto ad avere un incarico vicino casa e quell’incarico invece viene attribuito ad un docente con punteggio inferiore. Questo, appunto, perché il candidato non ha indicato in maniera precisa a quale distretto voleva essere assegnato in maniera prioritaria rispetto agli altri.

E poi naturalmente si possono compiere tante omissioni ed errori di incompletezza. Nel caso, ad esempio, in cui il docente non vada ad indicare la riserva di legge 68/99 a cui potrebbe avere diritto o la precedenza 104/92. Quando il docente è titolare di questi benefici deve indicarli in maniera precisa all’interno della scelta delle preferenzeperché naturalmente in caso contrario il sistema non potrà verificare la propria posizione, il proprio diritto e quindi il docente stesso verrà scavalcato da altri candidati concorrenti che non possono invece ambire a questo tipo di benefici. di legge.

E poi è importante anche che il docente sempre vada ad inserire in maniera chiara e precisa la volontà di insegnare anche con incarichi fino al 30 giugno, al 31 agosto, vada ad inserire le opzioni, insomma tutte maggiori sono le informazioni che il candidato va ad inserire la domanda. Ovviamente minore sarà la possibilità che egli non venga accontentato sulla propria scelta e su quello a cui aspira ad ottenere in esito le operazioni dell’algoritmo”.

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Algoritmi e supplenze GPS, errori e contenzioso ultima modifica: 2025-11-16T05:13:40+01:00 da
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