Altro che 40 euro di aumento, la realtà è ancora peggiore

di Claudia Pepe, 28.10.2017

– Un approfondimento sull’aumento che, se sarà approvata la legge di bilancio, gli insegnanti avranno il primo anno.

“L’aumento per il primo anno è di 15 euro, l’indennità di vacanza contrattuale di 13 euro verrà eliminata. Fate la differenza”. Questo è quanto afferma, Salvo Amato, di professioneinsegnante.it. ‪E la differenza sono 2 €. Finalmente saranno contente tutte quelle persone che ancora quando ci chiedono quale sia la nostra professione rispondono: ”Ah, voi, quelli che lavorate solo la mattina, che non fate niente, e che avete tre mesi di vacanza”. Andiamo avanti con il qualunquismo e con il populismo. Io non voglio più stare qui a spiegare il nostro ruolo indissolubile in questa e in tutte le società che hanno costruito l’uomo. Non voglio stare qui a dire che mi può anche star bene l’aumento di 400 euro per i Presidi per tutto il lavoro e le loro responsabilità. Ma voglio stare qui per dire che senza di noi, i Presidi sarebbero nullatenenti, che non potrebbero dirigere una o più scuole, senza la nostra professionalità e abnegazione al lavoro. Mi sarei aspettata una loro vicinanza di fronte a questo affronto ridicolo e incredibile che il Governo ci sbatte in faccia come il nuovo che avanza. Mi sarei aspettata una vicinanza dai sindacati a cui non potremo più pagare la retta mensile dato l’aumento così impalpabile che loro stessi hanno avallato. Mi sarei aspettata uno sciopero unilaterale, invece di scioperi spezzettati che dato l’aumento che abbiamo avuto, noi docenti non possiamo affrontare. Mi sarei aspettata una levata di scudi dalle opposizioni di questo Governo in fase terminale, nei confronti di docenti che da decenni sono sbattuti in prima pagina come la vergogna di questo Paese. La vergogna di questo Paese sono le persone che non si rendono conto di quello che hanno fatto.

Se l’aumento per i Presidi di 400 euro è sacrosanto, per gli insegnanti, dato che siamo noi a rischiare in prima linea contro tutte le avversità che il mondo della scuola ci riversa ogni giorno, dovrebbe essere di almeno 200 euro. Troppo? Vogliamo fare un conto di quante ore lavoriamo durante il giorno e anche la sera? La nostra professionalità, invece, vale 2 euro di aumento, e questa volta nette. Con 2 euro potremo fare spese folli, pensare al nostro futuro e poter pensare al futuro dei nostri figli. Ennesima presa per i fondelli non nuova a questa politica targata da bugie propinate dal primo momento, fino al treno dei desideri che all’incontrario va. Se fossimo davvero uniti faremmo sciopero ad oltranza, in tutti gli ordini di scuola. Si fermerebbe il mondo. Vorrei vedere quei genitori che ci rigano macchine o ci prendono a pugni costretti ad ascoltarci. L’hanno fatto con tutti: camionisti, tassisti, medici. Solo noi non riusciamo a lottare per i diritti che ci stanno sottraendo. 85 euro lordi spalmati su tre anni. Una bella conquista per chi si sveglia la mattina, prende la macchina, si fa anche centinaia di chilometri per andare a scuola, per chi ha dovuto lasciare la propria terra, per chi ha lasciato figli e affetti, in nome di una “Buona Scuola”, che si sta inabissando nel mare dell’ignoranza. Ecco cosa dice Libero Tassella uno dei rappresentanti di Professioneinsegnante.it: ”Io credo che il vero contrasto alla legge 107/2015 e all’aumento dei 15 euro che si chiuderà a dicembre debba essere fatto all’interno delle scuole, e oggi la forma più incisiva è quella di dire no a incarichi e attività aggiuntivi che metterebbero in crisi la stessa logica neo autoritaria del sistema.  

C’è un nemico da combattere e che gira tra le presidenze, i corridoi e le aule degli insegnanti ed è lo spirito servile, missionario, arrivistico, carrierista che è in alcuni di noi.

E c’è un nemico ancora più insidioso che è l’indifferenza impotente pronta all’inazione e al lamento.

Se prendiamo consapevolezza di ciò, avremo certamente un’arma efficace nelle nostre mani. In caso contrario, è inutile ogni lamentela o recriminazione. Prepariamoci al peggio anzi al sempre peggio, mala tempora currunt.”

Io i 2 euro non li voglio. Rivoglio la mia dignità. Una Prof.

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Altro che 40 euro di aumento, la realtà è ancora peggiore ultima modifica: 2017-10-28T22:10:53+00:00 da Gilda Venezia

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