Anno nuovo, scuola nuova?

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di Maurizio Tiriticco, Educazione & Scuola, 1.1.2018

 – Quando frequentavo la scuola come alunno, apprendevo; poi, quando l’ho frequentata come insegnante, insegnavo. Ricordo bene! Ma poi è esploso il Sessantotto, e non solo in Francia, ma anche negli Stati Uniti, in Cina, e in Italia! Sono stati gli anni della grande contestazione! Fuori i baroni dall’Università! Basta con le discipline di sempre, che addormentano gli studenti e condizionano il loro inevitabile futuro sfruttamento capitalistico! I temi fondanti riguardavano l’analisi del sistema capitalistico e le grandi rivoluzioni! La Russia di Lenin e di Stalin, la Cina di Mao Tze Tung, il Vietnam di Ho Chi Min! Ma la grande voglia di rinnovamento avanzata dalle nuove generazioni sessantottine veniva puntualmente frustrata dalla polizia, ovviamente fascista e serva dei padroni! Così gli studenti venivano picchiati dalla polizia a Parigi, a Berkeley, a Roma! Chi non ricorda Valle Giulia! E gli insegnanti, ovviamente non tutti, solo quelli che “guardavano lontano” e che erano organizzati nel “movimento insegnanti” – riuscita fotocopia del “movimento studentesco” – sfilavano con il loro studenti e sfidavano la polizia! Anni durissimi! Avevamo il montgomery e i capelli lunghi, come i Beatles! Ma poi, siccome tout passe, tout casse, tout lasse, gli studenti tornarono a fare gli studenti e gli insegnanti a fare gli insegnanti! Il sei politico non lo voleva più nessuno studente, perché sapeva che solo un sei vero ha valore!

Tutto quindi è ritornato nell’ordine di sempre. Sono passati cinquant’anni! E la nostra scuola e la nostra università – e non solo in Italia – sono quelle di sempre! Gli studenti apprendono, gli insegnanti insegnano! Ma, oggi e domani, in quali condizioni? La nostra scuola primaria, la nostra scuola media, il nostro biennio superiore non sono molto cambiati da quelli degli anni Sessanta! Sì, è vero! Ci sono gli istituti comprensivi, i curricoli verticali, e poi la grande novità! La certificazione delle competenze! E guai a chi non certifica! Quattro per quattro fa sedici! Bravo! Una bella competenza in matematica! Una volta si chiamava il prodotto di una moltiplicazione!

Basta leggere le schede della scuola primaria e quelle della scuola media, quelle carte che hanno sostituito le pagelle, quelle che riportavano aridi voti, ma che, purtroppo – si fa per dire – non certificavano nulla! E i genitori, infatti, erano disperati! Che cosa significava se un figlio conseguiva un sei in matematica? Che cosa significa un numero? Lo posso mandare o no mio figlio a comprare il giornale? Ora invece un genitore sa bene che il figlio che ha superato la quinta primaria “utilizza le sue conoscenze matematiche e scientifico-tecnologiche per trovare e giustificare soluzioni a problemi reali”!!! Ma certo! L’acquisto di un giornale è un problema reale! Ma anche l’acquisto di una banca è la soluzione a un problema reale! Ci voleva tutto questo ambaradam per dire che l’alunno, quando acquista un quotidiano che costa un euro e dispone di una moneta da due, deve avere un resto di uno? I quarantaquattro gatti erano molto più divertenti!

E non solo! Il pargolo è anche un piccolo Archimede Pitagorico! “Dimostra originalità e spirito di iniziativa. E’ in grado di realizzare semplici progetti. Si assume le proprie responsabilità, chiede aiuto quando si trova in difficoltà e sa fornire aiuto a chi lo chiede”! E ne siamo tutti testimoni! Le nostre strade sono piene di bambini/e di dieci anni di età, che chiedono aiuto se devono attraversare una strada e non riescono a trovare quelle salvifiche strisce bianche! Per non dire poi che il nostro piccolo competente “si orienta nello spazio e nel tempo, osservando e descrivendo ambienti, fatti, fenomeni e produzioni artistiche”! Ne ho la prova quotidiana! Vivo a Roma e tutte le strade che portano al Colosseo sono affollate di undicenni che aiutano turisti in difficoltà! Infatti, sono tutti “in grado do sostenere in lingua inglese una comunicazione essenziale in semplici situazioni di vita quotidiana”!

Che se ne fa del voto un alunno? Che se ne fa un genitore? Alunni e genitori vogliono ben altro! Descrittori precisi! Così il/la nostro/a bambolo/a “in relazione alle proprie potenzialità e al proprio talento si esprime negli ambiti che gli sono più congeniali, motòri, artistici, musicali”! Ne fanno fede le nostre strade e i nostri incroci, affollate/i da giocolieri di gran talento! Insomma, i genitori di un/a alunno/a di quinta primaria potranno essere ben felici se il loro virgulto “svolge compiti e problemi complessi, mostrando padronanza nell’uso delle conoscenze e delle abilità: propone e sostiene le proprie opinioni e assume in modo responsabile decisioni consapevoli”! La miseria! Mi ricordo quel passo del Vangelo, che più o meno dice così: “Non avendolo trovato tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel Tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua Madre gli disse: ‘Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io ti cercavamo angosciati’.Ed egli rispose: ‘Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?’ Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro”.

Così noi difficilmente comprendiamo l’assennatezza e la saggezza – con tutte le competenze che le connotano e le sostanziano – dei nostri alunni di quinta primaria! Insomma, c’è poco da scherzare! La nostra scuola primaria punta in alto! Certamente, ma… per i “più migliori”, come direbbe la mia Ministra! Perché c’è anche la Geenna! Dove i posti non sono affatto limitati! Dove un povero Gianni “svolge compiti semplici in situazioni note”, ma solo “se opportunamente guidato”! Tra un calcione e un altro, si direbbe in gergo!

Mah! Tra tante parole scritte su questi avanzatissimi “modelli nazionali per la certificazione delle competenze”, un povero genitore non riuscirà mai a capire se suo/a figlio/a sa fare due più due e se sa infilare in forma orale o scritta una parola dietro l’altra con un minimo di significato! Mah! C’era una volta una scuola in cui alcuni insegnavano e molti apprendevano! E c’erano voti e pagelle! Ma… era il secolo scorso!

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Anno nuovo, scuola nuova? ultima modifica: 2018-01-01T20:40:15+00:00 da Gilda Venezia

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