Aprire le scuole superiori al 7 gennaio? Non ci pare proprio il caso, soprattutto in Veneto.

dalla Gilda degli insegnanti della Provincia di Venezia, 4.1.2021.

Il Veneto paga le scelte di restare a tutti i costi in zona “gialla”,

ma ora le autorità devono assumersi scelte responsabili per uscire dall’emergenza nella scuola.

La situazione emergenziale  della pandemia Covid 19 non sta arretrando. La Regione Veneto si sta confermando negli ultimi giorni come la più colpita dal virus.

Il governo punta ancora sulla riapertura delle scuole superiori almeno al 50% in presenza nella prima settimana a partire dal 7 gennaio, ma il piano dei trasporti pubblici in funzione della mobilità degli studenti appare ancora confuso e restano tutti i dubbi della bontà della scelta.

Il Veneto paga le scelte di restare a tutti i costi in zona “gialla”.

Il fatto, sotto gli occhi di tutti, è che il Veneto, più di altre regioni, sta pagando scelte discutibili di inserimento nella fascia gialla (semiapertura) nel mese di novembre e dicembre. Zaia scarica ogni responsabilità sui criteri definiti dal governo in merito alla cosiddetta colorazione delle regioni in fasce, criteri che appaiono a questo punto troppo farraginosi e ambiguamente interpretabili. Zaia dimentica che i “governatori” potevano decidere per una classificazione più restrittiva e per una colorazione più adeguata: ma nel caso Veneto hanno prevalso interessi di categorie e lobbies che spingevano per “non rovinare il Natale” e lo shopping ad esso collegato.
Chi ora ne sta facendo le spese è proprio la scuola che nel dibattito nei media regionali è venuta sempre dopo ristoratori, baristi, albergatori, sciatori, compulsivi dello spritz, ecc.  Basta rivedere le mitiche comunicazioni quasi giornaliere del “governatore” del Veneto per confermare il citato livello delle priorità. Insegnanti e lavoratori della scuola non appartengono alle categorie degli imprenditori o delle partite IVA….. Solo un lapsus?

Ora la situazione è sicuramente peggiore della prima fase della pandemia

In questo momento in Veneto la situazione è ben peggiore della “prima fase della pandemia”. Non abbiamo dati specifici sul livello di contagi nelle scuole e soprattutto in relazione al personale docente ed è un fatto grave. I dati dovrebbero essere notificati da Regione e USR Veneto, con analisi su classi di contagio per ordine e grado di scuola, provincia per provincia, comune per comune. Buio totale.

Questa associazione sindacale sta ricevendo quasi quotidianamente segnalazione di colleghe e colleghi infettati o in quarantena, soprattutto provenienti dalla scuola dell’infanzia e dalla scuola primaria. La pressione per tenere aperte le scuole del primo ciclo sta scontrandosi con l’oggettiva mancanza di garanzie di sicurezza nelle scuole in applicazione di protocolli di sicurezza che erano già inadeguati nella prima fase della pandemia. Non è un caso che la Gilda degli Insegnanti non li abbia sottoscritti.

Serve una politica che metta la scuola, al pari della sanità, tra le reali priorità del Paese. Per fare questo non è più accettabile che sulla riapertura delle suole si decida di settimana in settimana. Per le scuole superiori è opportuno spostare il rientro nelle classi con quote anche superiori al previsto 50% all’11 o 18 gennaio garantendo la tenuta del sistema in presenza fino alla fine dell’anno. Per fare questo serve un intervento su logistica e trasporti immediato, anche con il ricorso all’utilizzo del settore privato, in questa fase ampiamente sottoutilizzato.

Servono scelte responsabili per uscire dall’emergenza nella scuola

Serve che la Regione (tramite il sistema sanitario) e l’USR Veneto siano in grado di tracciare il livello dei contagi nelle scuole. Non bastano le statistiche nazionali sui contagi nelle scuole dati dal Ministero che risultano carenti e omissive.

Per fare ricominciare l’attività didattica ordinaria serve soprattutto che i docenti siano tra le categorie che, prima di altre, vengano inserite nelle priorità del piano do vaccinazioni. Le notizie secondo le quali i docenti dovrebbero aspettare aprile per la campagna di vaccinazioni (e solo per la prima dose…)  fanno capire che anche quest’anno scolastico è di fatto perso per la normale frequenza in presenza. Altri Pesi dell’UE hanno fatto scelte più coraggiose e responsabili.

 

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Gilda degli insegnanti di Venezia

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Aprire le scuole superiori al 7 gennaio? Non ci pare proprio il caso, soprattutto in Veneto. ultima modifica: 2021-01-04T08:06:49+01:00 da Gilda Venezia
Gilda Venezia

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