di Margherita Abis, la Repubblica di Milano, 18.9.2025.
Gli istituti completano l’organico cercando gli insegnanti con gli interpelli. I presidi: “Lavoro di selezione enorme”. Il Cappelli ha ricevuto 750 domande per 17 posti, il Perasso 400 per 25
Con le lezioni già iniziate le scuole elementari hanno dedicato gli ultimi giorni alla ricerca dei supplenti. Coprire tutte le cattedre, infatti, è fondamentale per far partire il tempo pieno. Lo strumento a cui gli istituti comprensivi si affidano – dopo l’esaurimento delle graduatorie provinciali e d’istituto – sono gli interpelli: avvisi rivolti agli aspiranti insegnanti di tutta Italia. Una sorta di “chiamata aperta” che, nella pratica, genera centinaia di candidature molto diverse tra loro. E conseguenti difficoltà nelle segreterie per gestirle.
I requisiti richiesti diminuiscono progressivamente: la priorità va agli abilitati per la classe di concorso, poi a chi ha i requisiti per accedere alle graduatorie provinciali. In mancanza, si valutano lauree affini (psicologia, scienze dell’educazione, lettere) e, in ultima battuta, ogni titolo di studio. Per questo le candidature sono le più disparate: baristi, fornai, pasticceri, ma anche manager di azienda o comunque profili che poco hanno a che vedere con l’ambito scolastico. Anche se queste domande difficilmente superano le selezioni, il nodo resta: le segreterie devono visionarle e smistarle.
Il preside dell’Istituto comprensivo Linneo, Giorgio Sturaro, racconta di aver ricevuto 150 candidature per coprire una decina di cattedre, tra sostegno e posto comune: «Accanto a profili con titoli coerenti, arrivano domande da baristi, parrucchieri o addirittura da chi si presentava come “family ceo”, cioè casalinghe che sostengono che aiutare i figli nei compiti sia una credenziale sufficiente per fare l’insegnante. Così passa il messaggio che chiunque possa fare il maestro. Tutte le professioni sono nobili, ma devono esserci dei requisiti per insegnare». Al Linneo i posti sono stati coperti: «Siamo riusciti a garantire la partenza del tempo pieno, ma il lavoro di selezione è stato enorme».
Un quadro simile lo descrive Antonella Caleffi, dirigente del comprensivo Perasso, che ha dovuto assegnare 25 posti (di cui 23 di sostegno): «Sono arrivate 400 candidature. Almeno il 20 per cento erano profili del tutto non affini, come pasticceri o persone provenienti dal mondo della moda. Alla fine siamo riusciti a coprire tutto, ma le candidature sono decisamente poco omogenee. Anche se non è detto che chi ha più carte in regola sia sempre il migliore in aula».
Proprio per evitare problemi di questo tipo, molto rigorosa è stata la procedura seguita dal comprensivo Arcadia, che aveva 55 posti da coprire tra sostegno, posto comune e metodo Montessori. Le candidature sono state 187. «I nostri moduli erano particolarmente blindati – ha detto il dirigente Gianpaolo Bovio – valutavamo i titoli specifici di Scienze della formazione primaria, poi abbiamo assegnato dei punti bonus per esperienze documentabili e così via. In questo modo siamo riusciti a mantenere la selezione trasparente e coerente».
Al comprensivo Cappelli, il preside Francesco Muraro ha ricevuto oltre 750 candidature per 17 posti e mezzo. È andata meglio a Giovanni Manfredi, che guida il comprensivo Barozzi: «I posti da coprire erano 7, sono arrivate una decina di candidature, quasi tutte da laureati in psicologia. Profili affini».
.
.
.
.
.
.
.
.
Baristi, casalinghe, fornai: la valanga di candidature di aspiranti maestri alle scuole elementari ultima modifica: 2025-09-20T16:54:32+02:00 da
