Bisogna riformare gli ex provveditorati agli studi

Gilda Venezia

dalla Gilda degli Insegnanti della Provincia di Venezia, 12.9.2020.

Bisogna rivedere la filosofia dell’autonomia scolastica e dell’autonomia differenziata

degli USR e delle regioni. Quello che sta accadendo e’ sconcertante.

Gilda Venezia

La ineffabile Ministra Azzolina continua nel suo mantra: tutto è sotto controllo, non ci sono problemi per l’inizio della scuola,per la prima volta tutti i docenti avranno la loro cattedra entro il giorno 14 settembre, il concorso riservato sarà fatto ai primi di ottobre….

Dopo gli attacchi in parlamento del giorno 9 settembre contro la Ministra, il Presidente del Consiglio Conte è stato costretto ad organizzare in fretta e in furia una conferenza stampa che aveva come solo obiettivo quello di sostenerla politicamente. Di fatto l’incapacità operativa e comunicativa di Azzolina è manifesta a tutti, ma la sua sostituzione aprirebbe in questa fase uno scontro con il Movimento 5 stelle che, pur con molti mal di pancia al suo interno, è costretto a difendere la sua esponente.

Tutto quello che dice Azzolina e le modalità con cui lo dice sono finalizzate solo ad una consolatoria narrazione con non nascosti scopi di natura politico-elettorale. Peccato che il M5S non si renda conto di quanto pesantemente costi in termini di consenso la difesa della sua Ministra.

Il problema è che il Ministero organizzato è costretto a lavorare all’inseguimento delle sue promesse. Così in questi giorni si assiste al caos delle chiamate per i ruoli e delle GPS in modalità telematiche organizzate in fretta e in furia che sta mettendo a dura prova gli uffici periferici e le scuole. Tralasciamo di enumerare i complessi passaggi burocratici che vengono scaricati sugli uffici regionali, su quelli territoriali e, soprattutto, sulle segreterie delle scuole, ma è chiaro che un sistema così non può funzionare nè adesso né nel futuro.

Tutto parte dalle riforme sciagurate degli anni novanta del secolo scorso che hanno imposto il concetto di “autonomia scolastica” intendendo le scuole come aziende auto organizzate con uffici e funzioni in grado di supplire al sistema burocratico piramidale tradizionale (Ministero, Uffici Regionali, Uffici Provinciali, Presidi). Con l’autonomia scolastica si sono di fatto smantellati uffici territoriali (ex Provveditorati) che erano in grado di gestire non solo gli organici, ma tutta la parte amministrativa inerente pensioni, ricostruzione di carriera, coordinamento tra le scuole del territorio, controllo dei titoli di accesso alle graduatorie, ecc. Con l’autonomia scolastica si è scardinato in concreto il potere di direzione del Ministero che, in mancanza di norme di legge, continua ad emanare “linee guida” e circolari di varia natura che scaricano poi sulle scuole responsabilità e operatività delle scelte. Il tutto complicato dal fatto che l’”autonomia scolastica” è stata addirittura costituzionalizzata e che le Regioni hanno ritagliato sulla scuola poteri sempre più invasivi. Una situazione caotica che nulla ha che vedere con i sistemi federali seri e che interviene con regole diverse a seconda dei territori di competenza. Bisogna tornare a dare agli uffici periferici competenze e organici necessari ad affrontare nuovamente la complessità di un sistema complicato. Il Movimento 5 stelle si è dimenticato dei tanti proclami fatti in questo senso.

Il 14 settembre le scuole faranno finta di aprire “regolarmente”. Ministro e burocrati ministeriali cercheranno di passare il cerino acceso ai dirigenti, i dirigenti ai docenti e ai lavoratori della scuola, Nessuno risponderà delle inevitabili mancanze e degli inevitabili malfunzionamenti amplificati dall’emergenza COVID. Intanto la parola d’ordine è bandire concorsi senza sapere come fare le commissioni, pubblicare graduatorie sbagliate senza possibilità formali di correzioni, mettere in classe bambine e bambini per consentire ai genitori di andare a lavorare….Senza un progetto strutturale. Stiamo buttando dalla finestra centinaia di milioni in interventi emergenziali senza futuro. Non possiamo permetterci di continuare così senza investire negli stipendi dei docenti, senza abbassare strutturalmente il numero di allievi per classe, senza costruire nuove scuole degne di questo nome. Ma soprattutto non possiamo avere ministri dell’istruzione così incapaci e incompetenti.

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Bisogna riformare gli ex provveditorati agli studi ultima modifica: 2020-09-12T09:09:53+02:00 da Gilda Venezia
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