Bonus merito: scuola vota all’unanimità distribuzione a tutti i docenti, precari inclusi

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di Vincenzo Brancatisano, Orizzonte Scuola, 4.12.2019

– Bonus premiale, un insegnante liceale mette ai voti la proposta di spalmare il bonus introdotto con la legge 107 sulla Buona Scuola su tutti i docenti, compresi i precari.

Succede a Modena, presso il Liceo scientifico “Tassonil, dove un’assemblea sindacale ha votato all’unanimità la proposta di Ioannis Lioumis, docente di matematica e Rsu e Rsl, rappresentante sindacale e della sicurezza e fondatore dell’associazione di insegnanti Politeia.

Forte della recente presa di posizione critica del ministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti, Lioumis si rivolge a tutti i docenti spiegando che “il Bonus al merito è uno dei punti chiave della legge 107, un meccanismo premiale che i docenti faticano ad accettare in questa forma: 200 milioni di euro l’anno impegnati nel tentativo di far emergere il ‘meglio’”. Secondo il professore sindacalista è invece “facile capire che è emerso il peggio perchè gli ambienti scolastici hanno finito per diventare teatro di dispute tra colleghi piuttosto che fruttuosa collaborazione.

Ciò anche, e soprattutto, per il fatto che il lavoro del docente non ha una sua misura oggettiva ed altrettanto difficoltoso è definire i criteri per la sua valutazione. Fioramonti ha spiegato Di essere “contrario all’idea che la scuola debba incentivare comportamenti che sono parte dell’insegnamento. I bonus, perché si faccia qualcosa di più, temo che abbiano esattamente l’effetto opposto. No alla scuola azienda che ti premia perché fai qualcosa in più. Chi oggi fa tanto per vocazione non lo farebbe più perché la leva monetaria diventerebbe prevalente.” C

osa fare a questo punto? “Perché dalle parole si passi presto ai fatti eliminandolo – spiega Lioumis – servirà un provvedimento legislativo che sopprima i commi 126 e 127 della legge 107/2015. Nel frattempo noi docenti, in linea con quello che l’assemblea sindacale interna al Liceo Tassoni di Modena del 6 novembre ha votato all’unanimità, possiamo aggirare questo iniquo sistema premiale utilizzando la contrattazione d’istituto. La proposta è che la Rsu modifichi le quote di assegnazione del bonus, passando, dal 20 per cento al 100 per cento. In poche parole anziché dividerlo tra i soli insegnanti ‘fenomeni’ lo possiamo distribuire alla totalità degli insegnanti, compresi pure i precari che sistematicamente vengono esclusi dalla categoria degli eccellenti.

Per fugare ogni ipotesi di conflitto d’interessi, Lioumis precisa che, “in base al nuovo sistema, si potrebbero escludere le RSU dalla fruizione del bonus oppure quelli che hanno una sanzione in atto, in attesa del giudizio legale, solo per non distribuirlo a pioggia a tutti”. Il docente ha pure predisposto in sala insegnanti un foglio per la raccolta firme che in pochi giorni hanno superato la metà dell’organico della scuola, segno della diffusa antipatia e capacità divisiva del bonus. Lioumis ricorda che “con il nuovo CCNL, i criteri di ripartizione del fondo per il miglioramento dell’offerta formativa (MOF), demandati dal CCNL 2016/18 assorbono quelli previsti per il Fondo per il merito di cui alla legge n. 107 del 2015”.

Questo vuol dire che, precisa, “il bonus per il merito diventa materia di contrattazione. In sede di Contrattazione di Istituto, allora vanno definiti i criteri generali per la determinazione dei compensi, come ad esempio: a) il valore massimo del bonus; b) la differenziazione minima tra le somme distribuite; c) la percentuale dei beneficiari. Una volta fissate le quote per l’assegnazione del premio, la competenza del dirigente scolastico si limita all’individuazione dei docenti meritevoli sulla base di criteri, non soggetti a contrattazione, formulati dallo specifico comitato per la valutazione. Quindi se noi RSU grazie al vostro indispensabile contributo decidessimo in sede di contrattazione di fissare la quota al 100%, il dirigente non potrebbe far altro che assegnare il premio a tutti i docenti, compresi gli insegnanti precari come vuole il nostro CCNL. Detto questo, non riesco a capacitarmi che ci possa essere qualcuno fra di voi che dopo aver riflettuto serenamente e dopo aver speso una parte importante della sua vita alla crescita della comunità scolastica con dedizione, entusiasmo, professionalità e mille fatiche, facendo crescere, educare e portare alla maturità per decine di anni migliaia di alunni, possa riconoscersi tra quelli che per propria scelta fanno il minimo indispensabile, o peggio possano essere considerati da qualcuno come dei furbetti del quartierino. Abbiamo già sottoposto a firma il foglio contro il bonus merito, un bonus visto come un vero attentato alla dignità della persona.

Lioumis si rivolge infine ai sindacati, concludendo: “Inutile dirvi che tutti i sindacati sono contrari a questa soluzione”. Non ci sta Graziamaria Pistorino, della segreteria nazionale della Flc- Cgil. “La priorità della Flc in questo momento – spiega la sindacalista – è la valorizzazione delle professionalità della scuola attraverso un adeguato rinnovo del CCNL. Tutte le misure più odiose della legge 107, dal 2015 a oggi sono state rigettate attraverso il lavoro certosino del sindacato, come la chiamata diretta sostituita dal contratto della mobilità e come il bonus premiale assorbito dalla contrattazione di istituto.

Molti tra i delegati RSU della Flc-Cgil hanno esplicitamente rifiutato per sé questo riconoscimento economico, provando a introdurre in contrattazione elementi per la più ampia partecipazione dei colleghi, compresi i precari, soprattutto in relazione alle attività effettivamente realizzate. Riteniamo fondamentale che, insieme alle parole del ministro Fioramonti, arrivino proprio in queste ore, tra le pieghe della legge di bilancio, anche le decisioni del governo e del parlamento e quindi adeguate risorse. Secondo noi, gli stipendi più bassi d’Europa, non corrispondono alla professionalità dei docenti italiani, che nei contesti più deprivati e nelle situazioni più disagiate, con scarse risorse, spesso sotto organico, rispondono in maniera professionalmente adeguata ai bisogni delle studentesse e degli studenti. È indispensabile dare una adeguato riconoscimento a questa professionalità che si realizza ogni giorno, in tutti i contesti e in modo collegiale e non in modo competitivo e individuale. Il modello premiale della Legge 107 va rigettato e sostituito con stipendi un po’ più vicini alla media europea. Per i lavoratori della scuola chiediamo a questo governo di dare loro il riconoscimento che meritano”

Va ricordato, peraltro, che nel frattempo il bonus merito, destinato dalla Legge 107 cosiddetta Buona Scuola alla valorizzazione del personale della scuola verrà esteso in maniera strutturale anche ai docenti precari. Il Decreto legge sulla scuola interviene sulla legge 107 ribadendo che la somma di cui al comma 127, definita bonus, è destinata a valorizzare il merito del personale docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e ha natura di retribuzione accessoria.” E la estende. Infatti dopo le parole “di ruolo” sono inserite le seguenti: “nonché con contratti a tempo determinato annuale o fino al termine delle attività didattiche”. Invece di abolire il bonus, come pure sembrerebbe volere il ministro, il decreto lo rilancia e lo estende ai docenti titolari di un contratto a tempo determinato annuale. L’allargamento della platea dei destinatari non modifica le somme disponibili, stabilite dall’art. 40 del Contratto della scuola.

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Bonus merito: scuola vota all’unanimità distribuzione a tutti i docenti, precari inclusi ultima modifica: 2019-12-04T07:07:58+01:00 da Gilda Venezia
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