Caos nelle scuole, sfido chiunque a parlare di didattica…

dal blog di Gianfranco Scialpi, 9.11.2020

Tra mascherine, contagi e quarantenati, la pedagogia muore!

Gilda Venezia

Caos nelle scuole, un articolo di giornale conferma la situazione. Chiedo ai sostenuitori del tutti a scuola, senza se e senza ma: non mi dite che questa è didattica?

Caos nelle scuole un articolo illuminante

Caos nelle scuole, per chi entra ogni giorno nelle aule è una certezza. Interessante questo articolo, dove è ben evidenziata la situazione attuale nelle scuole della Capitale (il discorso però  può essere allargato a livello nazionale): ” C’è un aspetto, per le scuole ancora aperte, che sta mandando in tilt insegnanti e genitori: quella della positività di un alunno o di un docente. Tra comunicazioni tardive della o alla Asl, poca chiarezza nelle procedure, e il panico e l’ansia che accompagnano in questi giorni la vita di tutti, il caos è crescente.Le positività stanno infatti creando situazioni al limite del paradosso: per esempio con insegnanti che non fanno in tempo a uscire da una quarantena perché insegnano in una classe dove un ragazzino è risultato positivo, che subito devono rientrarci perché in un’altra classe, dove parimenti insegnano, ne è risultato positivo un altro.
Alla scuola media Pascoli di via Sibari un ragazzo viene trovato positivo: la classe va in quarantena per due giorni, poi arriva un comunicato della Asl che certifica che la classe può tornare a scuola perché il ragazzo nei due giorni precedenti al tampone non era andato a scuola.

Una richiesta ai sostenitori della scuola in presenza

Non è difficile immaginare la conseguenza di questo esser-ci nella scuola, fortemente condizionato dall’emergenza sanitaria. Un esser-ci dove la prospettiva pedagogica è assente. Mancando la profondità e la verticalità l’esser-ci annulla la possibilità, limitandosi a ripetere più volte  il processo di entificazione (M.Heidegger).
Il Dpcm del 4 novembre, recepito nella nota del giorno dopo, poi ha di fatto reso impossibile ogni interazione verbale, necessaria per  implementare qualsiasi processo di strutturazione delele conoscenze: “A partire dalla scuola primaria, dunque, la mascherina dovrà essere indossata sempre, da chiunque sia presente a scuola, durante la permanenza nei locali scolastici e nelle pertinenze, anche quando gli alunni sono seduti al banco e indipendentemente dalle condizioni di distanza (1 metro tra le rime buccali) previste dai precedenti protocolli”
Concludendo, quelli che sono presenti a scuola lo sono solo fisicamente. La parola è ridotta al lumicino, spesso è un vocalizzo senza senso, pessimo conduttore formativo.
Chiedo: qual è il senso di questa presenza formale, che attua l’art. 34 della Costituzione che fa riferimento a una scuola aperta a tutti, ma è impossibilitata a formare l’uomo  e il cittadino? Forse, però la domanda non interessa chi vuole la scuola in presenza solo per non bloccare il processo produttivo che coinvolge molti genitori. E’ il trionfo della scuola baby-parking!

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Caos nelle scuole, sfido chiunque a parlare di didattica… ultima modifica: 2020-11-10T05:32:18+01:00 da Gilda Venezia
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