Carta docenti ai precari, la toppa del Governo peggio del buco

Carta docenti ai precari e ricostruzioni di carriera con tutto il pre-ruolo, col decreto salva-infrazioni più ricorsi?

Gilda Venezia

Chi scrive le leggi in Italia si rende conto che spesso crea delle condizioni favorevoli al crescere dei contenziosi in tribunale, con lo Stato messo nelle condizioni di soccombere? Probabilmente no. Il paradosso è che la mancanza permane anche quando il legislatore produce delle norme “riparative”. È esattamente quello che sta accadendo in questi giorni di fine anno scolastico, caratterizzati come non mai dalle influenze sulla politica italiana da parte dell’Unione europea, sicuramente per via dei tanti miliardi del Pnrr che Bruxelles ha stanziato per il nostro Paese (anche se i due terzi dovranno essere restituiti).

La Carta del docente, le novità

La limitatezza si riscontra nella bozza di decreto legge sulle “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi derivanti da atti dell’unione europea e da procedure di infrazione e pre-infrazione pendenti nei confronti dello stato italiano”: il Governo si sta apprestando ad approvare, infatti, il riconoscimento della Carta docente, originariamente prevista solo per il personale di ruolo, anche al personale precario.
Solo che lo fa per una ristrettissima cerchia di supplenti: quelli che firmano ogni anno i contratti fino al 31 agosto dell’anno successiva. Rimarranno fuori, salvo sorprese dell’ultimo momento, coloro che svolgono supplenze fino al 30 giugno e anche quelli che insegnano per oltre 180 giorni oppure con contratti continuativi almeno dal primo febbraio sino agli scrutini.

 

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Carta docenti ai precari, la toppa del Governo peggio del buco ultima modifica: 2023-06-08T03:38:03+02:00 da
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