Certificazione per libri scolastici agli stranieri: in Veneto scoppia il caos

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di Claudio Tucci, Il Sole 24 Ore, 16.10.2018

– Per ottenere il contributo regionale sull’acquisto di testi scolastici in Veneto, i cittadini non comunitari devono presentare, oltre alla certificazione Isee, un certificato sul possesso di immobili o percezione di redditi all’estero rilasciato dalle autorità del Paese di provenienza. È quanto si legge nelle “istruzioni per il richiedente” rilasciate a settembre sul sito internet della Regione; ed è subito scattata una polemica. La stessa dei giorni scorsi, su un caso simile a Lodi, dove il comune ha chiesto un documento aggiuntivo a chi non è italiano per ottenere le agevolazioni sulla mensa scolastica. Il Pd chiede un immediato passo indietro della regione, l’Anci Veneto auspica una soluzione di “buon senso”.

La posizione della regione Veneto
«Il Veneto non si è inventato nessuna norma anti-immigrati, si limita ad applicare la legislazione nazionale in materia di erogazioni e contributi e chiede ai Comuni di rispettarla. Tutto qui. Esattamente quanto accade in molti altri stati comunitari fra cui Spagna, Germania e Gran Bretagna», ha sottolineato l’assessore regionale Elena Donazzan. Nelle istruzioni per accedere al bando, ha precisato Donazzan, si chiede ai comuni di segnalare alla Regione se la certificazione Isee presentata dalle famiglie non comunitarie è corredata anche da dichiarazione di possesso di immobili o di redditi all’estero rilasciato dalle autorità del Paese di provenienza. «Nel caso del “buono libri” quindi – ha chiosato Donazzan – non si è trattato di un’invenzione estemporanea, ma dell’applicazione in ambito regionale del Decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, tuttora vigente».

Le critiche di Pd e Aie
Il chiarimento dell’assessore veneto non ha placato le proteste. «Dopo la discriminazione dei bambini e delle bambine straniere nell’accesso alla mensa, ora la discriminazione nell’accesso al buono per i libri di testo della regione Veneto», afferma in una nota Francesca Puglisi, responsabile infanzia e adolescenza del Pd. Sugli scudi anche l’Aie, l’Associazione italiana editori, che per bocca del presidente, Franco Levi, ha affermato come «il diritto a studiare, a crescere, a leggere, a sognare sia uguale per tutti. Il diritto allo studio è uno dei principi cardine sui quali si fonda la nostra Associazione. Come editori vogliamo che esso sia garantito e sostenuto, indipendentemente dal Paese dal quale provengono gli studenti»

La “mediazione” dell’Anci Veneto: soluzione di buon senso
L’Anci Veneto invoca “buon senso”, e «sta cercando di trovare una soluzione nell’immediato, che consenta ai comuni di ottemperare alle verifiche richieste entro il 31 ottobre e che sia compatibile con la vigente normativa», sul regolamento per la concessione dei “buoni libri” che in regione per gli stranieri prevede anche la certificazione di redditi o proprietà immobiliare nel Paese d’origine. Lo precisa una circolare inviata dall’associazione ieri ai sindaci, nella quale si precisa che il lavoro è in «stretta collaborazione con gli uffici della regione Veneto».

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Certificazione per libri scolastici agli stranieri: in Veneto scoppia il caos ultima modifica: 2018-10-16T06:19:10+00:00 da Gilda Venezia

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