Certificazioni informatiche, il grande ingorgo

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TuttoscuolaNews, n. 1201 del 2.3.2026.

Certificazioni informatiche: il “tetto” sale a 4 puntiper le nuove GPS. Le FAQ del MIM chiariscono i dubbi.

Gilda Venezia

L’aggiornamento delle Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) 2026-28 è entrato nella fase calda: c’è tempo per presentare le domande fino al 16 marzo.

Quanto grande è la platea potenzialmente interessata? I numeri aiutano a farsi un’idea: secondo alcune stime le GPS 2026 contano quasi 3 milioni di iscritti/posizioni (attenzione: non persone uniche, perché molti aspiranti risultano in più graduatorie/classi di concorso).
Tradotto in termini pratici: è plausibile che centinaia di migliaia di candidati  stiano valutando in queste settimane come ottenere qualche punto in più, aggiornando titoli e certificazioni.

Perché tutti guardano alle certificazioni informatiche: il “tetto” sale a 4 punti

Il vero acceleratore di queste settimane è il nuovo quadro per i titoli informatici: nelle GPS 2026-28 il punteggio massimo riconoscibile per le certificazioni informatiche arriva a 4 punti, contro i 2 punti del precedente biennio.

È facile capire cosa significa sul campo: chi negli scorsi anni era già “arrivato al massimo” con 2 punti, oggi vede un obiettivo molto concreto – raddoppiare quel pacchetto. E anche chi non aveva inserito nulla, o aveva titoli non valutabili, ora è spinto a recuperare terreno.

Ma non basta “un attestato qualsiasi”. Le tabelle e i criteri dell’Ordinanza 2026 specificano che per ottenere punteggio, servono certificazioni coerenti con i framework DigComp 2.2 e/o DigCompEdu e soprattutto rilasciate da organismi di certificazione accreditati da Accredia.

La regola chiave: vale solo ciò che è sotto accreditamento Accredia

Dopo gli scandali dei “certificatifici”, la linea è chiara: la spendibilità in graduatoria passa per la certificazione accreditata. E Accredia, sul proprio sito, lo spiega in modo molto netto: per ottenere DigComp 2.2 e DigCompEdu bisogna sostenere un esame (anche da remoto) presso un centro d’esame autorizzato da un organismo accreditato; in caso di dubbio, è possibile chiedere conferma all’organismo stesso.

Servono tracciabilità e trasparenza (chi certifica, con quale schema, quale centro autorizzato, quali procedure d’esame).

Cosa può succedere fino al 16 marzo: rischio “ingorgo” tra esami e piattaforme

Con la scadenza del 16 marzo che incombe, la previsione più realistica è di un aumento forte della domanda di sessioni d’esame.
E qui entrano in gioco tre fattori, tutti potenzialmente critici:

  1. Capienza reale dei centri d’esame
    Anche quando gli esami sono online, un centro serio ha vincoli: personale di vigilanza (proctor), controlli identità, gestione anomalie, verbalizzazioni. Non tutti sono attrezzati.
  2. Tenuta delle piattaforme
    Molti operatori fanno esami “proctoring” online. Se aumentano in modo improvviso accessi e sessioni, il rischio è doppio: slot esauriti e disservizi tecnici (saltano collegamenti, code, rinvii).
  3. Tempi di rilascio dell’attestazione/certificato
    Non è solo “fare l’esame”: conta anche quanto tempo serve perché la certificazione risulti disponibile e verificabile. Nelle settimane di picco, i tempi possono allungarsi.

In sintesi: chi punta a far valere il titolo nelle GPS farebbe bene a muoversi prima dell’ultimo miglio.


Certificazioni informatiche per le nuove GPS: le FAQ del MIM chiariscono i dubbi sollevati da Tuttoscuola

Su sollecitazione di diversi docenti che si erano rivolti anche alla nostra redazione, Tuttoscuola aveva rilevato alcuni dubbi interpretativi sulle certificazioni informatiche, previste nella tabella dei titoli della OM n. 27/2026 per le GPS (“GPS 2026/28: due chiarimenti urgenti per evitare un pericoloso contenzioso”).

In particolare, nei casi di passaggio dalla II alla I fascia per conseguita abilitazione o specializzazione per il sostegno – fermo restando che d’ora in avanti per acquisire nuovo punteggio valgono solo le certificazioni rilasciate da soggetti riconosciuti da Accredia – la tabella sembrava escludere le altre certificazioni informatiche conseguite in precedenza e riconosciute a suo tempo in II fascia. Su questo è stata anche annunciata un’interrogazione parlamentare.

Il dubbio è stato ora chiarito nella FAQ ministeriale n. 72 in questi termini:

72. Nel biennio precedente ero inserito in II fascia. Adesso, per il medesimo insegnamento, avendo conseguito l’abilitazione, mi iscriverò in I fascia. Le certificazioni informatiche già possedute e dichiarate in occasione del precedente inserimento in II fascia potranno valere anche per la I fascia?
SI’. La valutazione delle certificazioni informatiche già effettuata in seconda fascia sarà mantenuta per la I fascia. Dette certificazioni e i punteggi relativi non saranno visualizzabili in fase di compilazione dell’istanza, in quanto saranno gestite direttamente dagli uffici territoriali in fase di valutazione, dopo la chiusura delle istanze, in vista della produzione della graduatoria.

L’altro dubbio sulle certificazioni informatiche riguardava la possibilità di ottenere più di una valutazione sulla medesima certificazione, in quanto la tabella dispone esattamente:
per DigComp 2.2 per ciascun titolo punti 1
per DigCompEdu per ciascun titolo punti 2

Quella formulazione “ciascun titolo” era ambigua e si prestava a diverse interpretazioni; per dirimere anche questi dubbi interpretativi Tuttoscuola la settimana scorsa aveva sollecitato chiarimenti che ora sono venuti dalla FAQ ministeriale n. 82 in questi termini:

82. Posso presentare due certificazioni distinte sul medesimo framework, o meglio, ad esempio, due certificazioni DigCompEdu acquisite presso due organismi diversi?
No. Ai fini del punteggio è valutabile una sola certificazione per ciascun framework (una per DigComp 2.2 ed una per DigCompEdu), indipendentemente dall’organismo emittente.

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Certificazioni informatiche, il grande ingorgo ultima modifica: 2026-03-02T07:08:35+01:00 da
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