Chiamata diretta dei prof addio

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di Alessandra RicciardiItaliaOggi, 26.6.2018
Sfuma l’ipotesi di un intervento per decreto legge, verso un’intesa con i sindacati.

Se sfuma l’ipotesi di un decreto legge, l’intervento sulla chiamata diretta lo si farà lo stesso anche se con disegno di legge. Nel frattempo, ci sarà un correttivo per disinnescare il meccanismo già dal prossimo, imminente (vista l’incombenza delle procedure propedeutiche) anno scolastico.

La strada che al momento si sta delineando nel confronto amministrativo e politico-sindacale, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, è di ricorrere a una sessione negoziale ad hoc, che, sulla falsa riga di quanto avviene per la mobilità, possa evitare la procedura della chiamata diretta di agosto. Si tratterebbe di introdurre per tutti i docenti che da ambito devono essere collocati su scuola il sistema dell’assegnazione d’ufficio da parte dei dirigenti regionali sulla base del punteggio che gli stessi insegnanti hanno ai fini della mobilità. Non dunque un ritorno netto al passato e neppure il nuovo sistema, ma il riutilizzo di procedure utilizzate per le trasferimento e mantenendo inalterate le suddivisioni tra ambito e scuola.

La novità consentirebbe anche ai neoassunti di fare domanda di trasferimento subito, è una delle opzioni più quotate, potendo così esprimere la preferenza per la sede. Per i dirigenti, dunque, niente più chiamata, nessuna candidatura su scuola da parte del docente, né invio del curriculum o colloquio tra i due. Su torna a far valere il criterio del maggior punteggio seppure in un contesto che è stato modificato dalla legge 107, ed è quello dell’ambito. Se l’ipotesi delineata dovesse decollare, per i sindacati significherebbe essere chiamati ad un ruolo da coprotagonisti nello smantellamento della Buona scuola, di cui la chiamata diretta era uno degli assi. Tanto da essere l’unico punto su cui il contratto di governo Lega-M5s si è espresso in senso chiaro a favore dell’abolizione.

La strada dell’intesa sancirebbe anche un cambio di rotta in termini di metodi e di approcci da parte del ministro dell’istruzione Marco Bussetti, che rivendicando il suo essere uomo di scuola vuole rimettere al centro il confronto sindacale che il governo di Matteo Renzi invece aveva messo all’indice.

L’ipotesi di ricorrere a un decreto legge, utilizzando il treno dei diplomati magistrali, è ad oggi considerata più debole per la carenza dell’elemento dell’urgenza, visto che le procedure di chiamata, seppur faticose per dirigenti già subissati di oneri e dagli esiti sempre incerti ai fini della reale copertura della cattedra, erano state comunque praticate. In ultimo, si sarebbe aperto subito un primo fronte caldo di interlocuzione con il Quirinale, che sulla decretazione d’urgenza chiede l’esercizio della prudenza che la stessa Costituzione prevede e sulla scuola, con Sergio Mattarella, mostra un’attenzione sempre viva.

Tutte ragioni che stanno portando a preferire la soluzione contrattuale. I tempi per procedere però sono stretti. Un primo faccia a faccia potrebbe già esserci oggi in occasione del confronto sul contratto per le assegnazioni.

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Chiamata diretta dei prof addio ultima modifica: 2018-06-26T13:25:16+00:00 da Gilda Venezia

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