Classi pollaio, cosa impedisce la loro abrogazione in tempi brevi

Gilda Venezia

dal blog di Gianfranco Scialpi, 1.5.2021.

Gilda Venezia

Classi pollaio, il tema appassiona solo i docenti. Meno i politici. Occorre ampliare lo sguardo per comprendere i motivi che impediscono la loro abolizione.

Classi pollaio, una iattura per la scuola italiana

Classi pollaio, quest’anno compiono dodici anni. L’idea venne al duo Gelmini/Tremonti (2009). Nel 2008 la legge 133 pose le basi per la loro introduzione. Un disposto caratterizzato dal mantra della razionalizzazione della spesa pubblica, declinato nelle espressioni “tagli”, “semplificazioni”, “razionalizzazioni”… Ovviamente non fu scritto il vero motivo che giustificava la iattura delel classi pollaio (risparmio e contenimento della spesa pubblica). Si fece riferimento ad un improbabile miglioramento  “qualificazione dei servizi scolastici e piena valorizzazione professionale del personale docente” (art.64). Il D.P.R. 81/09 ebbe il compito di caratterizzarle numericamente. In sintesi il disposto stabilì  un max di 26-27 alunni per la scuola primaria (art. 10), 27-28 max per la secondaria di primo grado (art.11) e 27-30 per il grado successivo. Ovviamente il provvedimento riguardò anche la scuola dell’infanzia (min 18, max 26).
L’introduzione delle classi pollaio contribuì al prelievo forzoso di otto miliardi €.

La loro abolizione è un processo complesso

Ora occorre comprendere i motivi che a distanza di dodici anni impediscono il loro superamento. Gli slogan e gli annunci (“abolizione delle classi pollaio”), ovviamente semplificano la realtà, nascondendo gli elementi che sono legati alla loro abolizione e che rendono difficile l’archiviazione delle classi pollaio
In sintesi, la riconsiderazione numerica delle classi con il fine di attribuire ad esse il carattere educativo (U. Galimberti)  è un’operazione che  rimanda a una ristrutturazione degli spazi con la creazione  di nuove aule, la riconversione di spazi già esistenti. A questo occorre aggiungere la possibilità concreta di costruzione di nuovi edifici scolastici. Conseguiti questi obiettivi occorrerà poi assumere alcune decine migliaia di nuovi docenti.  Ecco spiegati i cinque miliardi di € previsti a regime dall’unico disegno di legge presentato (5 luglio 2018) e finalizzato al superamento delle classi pollaio, che porta come prima firma il nominativo della ex Ministra Lucia Azzolina.
La riconsiderazione degli spazi non è un’operazione che non può concludersi in tempi brevi. Diverso il discorso sul personale scolastico, che però come scrivevo sopra viene dopo.
Queste considerazioni spiegano perché le classi pollaio resteranno anche il prossimo anno e probabilmente oltre.

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Classi pollaio, cosa impedisce la loro abrogazione in tempi brevi ultima modifica: 2021-05-01T15:39:39+02:00 da Gilda Venezia
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