Classi pollaio, il Ministro e L. Azzolina concordano sullo scenario. Si risparmierà?

Gilda Venezia

dal blog di Gianfranco Scialpi, 7.5.2021.

Gilda Venezia

Classi pollaio, l’attuale Ministro dell’Istruzione e L. Azzolina concordano sullo scenario prossimo venturo. La soluzione si basa su una proiezione e fa apparentemente risparmiare molti €. In realtà si tratta di un impegno finanziario aggiuntivo.

Classi pollaio, la concordanza di vedute tra Bianchi e Azzolina

Classi pollaio, il tema è attuale. Lo resterà per diverso tempo. Sicuramente il prossimo anno terrà ancora banco, considerando il suo fuori-posto, rispetto alle esigenze di mantenimento delle distanze tra le rime buccali. Molte classi, infatti si ripresenteranno con un numero esorbitante di  studenti. Non sono rare le notizie di future classi che supereranno i trenta alunni. Occorre dire , però che la responsabilità è anche dei Dirigenti scolastici che accettano iscrizioni oltre il consentito, trovandosi poi a gestire un numero sproposito e da collocare nelle classi.
Ora il tema delle classi pollaio, dopo un breve periodo di silenzio, è tornato attuale, grazie al PNRR che intende superarle.
Resta il problema di capire la modalità che si vuole attuare per abolirle. Tramontata definitivamente la possibilità di superarle, investendo tante risorse, quantificabili in 5 miliardi a regime (art.1 Proposta di legge Azzolina, 5 luglio 2018), riceve sempre più consensi la possibilità di intraprendere un altro percorso.
Su questo  si registra una concordanza di vedute tra l’attuale Mi P. Bianchi e L. Azzolina. Quest’ultima, ha pubblicato un lungo articolo, elogiativo la sua azione di contrasto alle classi pollaio. Si legge: “Nei prossimi dieci anni ci si attende che la popolazione in età scolare si riduca da 8,61 milioni (nel 2020) sino a 7,48 milioni (nel 2031). La riduzione proseguirà sino al 2036, quando poi il livello della popolazione si stabilizzerà, per riprendere un andamento discendente dal 2050…Dinanzi a questo quadro, l’idea: mantenere la consistenza della dotazione organica del personale docente costante a partire dal corrente anno scolastico 2020/2021. Ciò, unitamente al consistente calo demografico, comporterebbe una variazione positiva del rapporto alunni/docente. A parità di organico, varierebbe di conseguenza il rapporto alunni/docenti, che dal 2026/2027 si ridurrebbe al di sotto del valore precedente all’entrata in vigore dei disastrosi tagli del 2008(proprio l’articolo 64 prima richiamato) e precisamente a 10,94.”
La stessa posizione ha espresso il Ministro Bianchi in un’intervista a “La Repubblica” (06.05.21). ” .gli studenti diminuiscono a causa della denatalità. Andremo comunque verso classi ridotte progressivamente già dal prossimo anno. Ricordo infatti che per settembre abbiamo confermato l’organico dei docenti, anche a fronte di una riduzione degli alunni”

Tutto risolto? Fosse solo un problema del rapporto docente/studenti

Purtroppo il problema è più complesso. Lo scrivevo l’altro giorno. Occorre considerare la criticità  degli spazi e la costruzione di nuovi edifici funzionali all’accoglimento di classi meno numerose e attrezzate adeguatamente per accogliere dispositivi tecnologici e altro. Tutto questo comporterà un impiego di risorse significativo che come ha anche confermato dalla ex Ministra L. Azzolina potrà essere coperto dal PNRR.
Invece, gli oneri derivanti  dal mantenimento del personale scolastico o dall’assunzione di altre unità, tali da coprire i pensionamenti  non potranno essere coperti dal PNRR che prevede spese una-tantum. Comunque l’invarianza degli addetti costituisce sostanzialmente a un impegno di spesa, considerando l’attuale normativa. I maggiori oneri dovranno essere previsti da leggi di spesa ad hoc. Queste dovranno essere accompagnate da una normativa che vada oltre il D.P.R. 81/09,  la Legge-madre  133/08, approvati per contenere la spesa pubblica.

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Classi pollaio, il Ministro e L. Azzolina concordano sullo scenario. Si risparmierà? ultima modifica: 2021-05-07T21:24:13+02:00 da Gilda Venezia
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