Come andare in pensione con Quota 103

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di Paolo Florio, La legge per tutti, 5.1.2023.

Pensione anticipata: requisiti contributivi e anagrafici; gli importi della nuova pensione prevista per il 2023.

Gilda Venezia

La legge di bilancio 197/2022 ha introdotto, per il 2023, la pensione Quota 103: si tratta di una pensione anticipata flessibile che prevede la possibilità di andare in pensione con 62 anni di età e 41 anni di contributi.

I requisiti dovranno essere perfezionati entro il 31.12.2023. La legge prevede poi una finestra mobile di tre mesi per il settore privato e di sei mesi per il pubblico.

In sede di prima applicazione, le pensioni “private” non potranno avere decorrenza precedente al 1° aprile 2023, quelle “pubbliche” al 1° agosto 2023.

L’apertura della finestra nel 2024 non preclude l’accesso alla pensione. Il diritto conseguito entro il 2023 potrà essere esercitato anche negli anni successivi, così come era già accaduto per “quota 100” e “quota 102”. Vediamo, più nel dettaglio, come andare in pensione con Quota 103: quali sono i requisiti e la contribuzione utile per rispondere ai requisiti previsti dalla nuova legge.

Contribuzioni utili

Le contribuzioni utili per raggiungere i 41 anni di contributi sono quelle accreditate nell’Assicurazione generale obbligatoria (Ago), nelle forme esclusive e sostitutive dell’Ago gestite dall’Inps, nonché nella Gestione separata. Tali contribuzioni potranno essere utilizzate anche in regime di cumulo. 

Rimangono escluse le Casse professionali, eccetto l’ex Inpgi 1, che dal 1° luglio 2022 è confluito nell’Inps.

Il requisito richiesto dalla legge per accedere a Quota 103 è quello di 35 anni di contribuzione, al netto dei periodi di malattia e disoccupazione, risultanti dall’estratto previdenziale.

Inoltre il pensionando dovrà avere almeno 62 anni di età: pertanto la nuova normativa si applica ai lavoratori nati entro il 31 dicembre 1961.

Qual è la pensione con Quota 103?

La pensione che verrà accreditata con Quota 103 non potrà essere superiore a cinque volte il trattamento minimo. Pertanto, l’importo mensile lordo massimo che potrà essere messo in pagamento non potrà essere superiore a 2.818,70 euro. 

Non appena il pensionato avrà raggiunto il requisito anagrafico per l’accesso alla pensione di vecchiaia (67 anni, da adeguare ai futuri adeguamenti della speranza di vita), l’importo della pensione anticipata percepito con Quota 103 sarà adeguato all’importo effettivamente maturato al momento dell’accesso a “quota 103”.

Si può lavorare se si va in pensione con Quota 103?

Non è possibile cumulare Quota 103 con i redditi di lavoro autonomo e dipendentedal giorno della decorrenza della pensione e fino alla maturazione dei requisiti r per l’accesso alla pensione di vecchiaia (67 anni). 

La prestazione è invece cumulabile con i redditi di lavoro autonomo occasionale nei limiti di 5mila euro lordi annui, calcolati per cassa sulla “testa” del pensionato.

Qualora il pensionato dovesse pertanto percepire dei redditi incompatibili con Quota 103, la pensione verrà sospesa per l’intero anno in cui si verifica il superamento e gli eventuali ratei riscossi nell’anno saranno oggetto di recupero da parte dell’Inps.

Annualmente, dovrà essere fornita una dichiarazione reddituale all’Inps tramite il modello AP139, in cui il pensionato indicherà gli eventuali redditi percepiti cumulabili e incumulabili. Con tale modello, dichiarando l’assenza di ulteriori redditi incumulabili, l’Inps potrà riattivare i pagamenti, a decorrere dal 1° gennaio in cui risulterà rispettato il divieto di cumulo.

Eccezioni al cumulo sono previste, ad esempio, per coloro che percepiscono indennità di funzione, quali amministratori locali. Per i pubblici dipendenti del comparto Scuola e Afam le domande di cessazione dal servizio dovranno essere presentate entro il 28 febbraio 2023, affinché possa essere disposto il collocamento a riposo a far data dal 1° settembre/novembre 2023.

Chi non può usufruire di Quota 103?

La legge esclude alcune categorie di lavoratori dalla possibilità di usufruire di Quota 103.

In particolare, “Quota 103” non si applica al personale militare delle Forze armate, al personale delle Forze di polizia e di polizia penitenziaria, nonché al personale operativo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e al personale del Corpo della Guardia di finanza, attesa la speciale disciplina regolatrice di tali settori.

L’incentivo

È previsto un incentivo nei confronti dei lavoratori che vantano i requisiti per “quota 103” e che decidono di rimanere in attività. Costoro potranno rinunciare all’accredito contributivo della quota dei contributi a proprio carico (relativi al finanziamento dell’Ivs), così da aumentare il proprio “netto in busta”.

I pubblici dipendenti che si avvalgono di “quota 103” matureranno il diritto a riscuotere il trattamento di fine servizio/rapporto a decorrere da quando avrebbero raggiunto ordinariamente il diritto a pensione, nella ipotesi in cui non si fossero avvalsi della deroga.

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Come andare in pensione con Quota 103 ultima modifica: 2023-01-06T06:42:09+01:00 da

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