Come fare per diventare insegnante di sostegno

di Sabrina Mirabelli, La legge per tutti, 2.1.2020

– Il possesso di specifici titoli e di un’apposita specializzazione consentono di lavorare come insegnante di sostegno nelle scuole. Il relativo concorso a cattedra e la messa a disposizione.

L’insegnamento è una vera e propria missione: oltre all’impegno che richiede tra lezioni, corsi di aggiornamento, recuperi e riunioni, a volte comporta anche di doversi trasferire lontano da casa, al fine di acquisire il punteggio necessario per potere insegnare nella Regione dove si risiede. Se poi, prendiamo il caso dei docenti che si occupano di alunni con disabilità fisiche o psicologiche, il lavoro diventa ancora più duro.

Gli insegnanti di sostegno sono una categoria a sé stante nell’ambito dei docenti, cui vengono affidate tutte le fasi della formazione degli alunni disabili, cioè la progettazione, la realizzazione e la verifica degli interventi formativi individuali e speciali pensati appositamente per loro.

L’insegnante di sostegno, inoltre, rappresenta una figura cardine nel gruppo di classe, essendo titolare, insieme al docente, della stessa classe e svolgendo attività di tutoring. Perciò, negli ultimi anni questa figura professionale è diventata molto ricercata negli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Il suo ruolo è molto delicato: richiede una preparazione specifica oltre a competenze e attitudini particolari.

Pertanto, come fare per diventare insegnante di sostegno è una domanda frequente, che si pongono in particolare coloro che intendono trovare occupazione nel mondo della scuola. Cerchiamo allora, di fornire qualche informazione utile sull’argomento.

Indice

  • 1 Come si diventa insegnante di sostegno
    • 1.1 Scuola dell’infanzia e primaria
    • 1.2 Scuola secondaria
  • 2 Cosa sono i crediti formativi universitari
  • 3 In cosa consiste il corso per la specializzazione sul sostegno
  • 4 Come si svolge il corso per la specializzazione sul sostegno
  • 5 Come si partecipa al concorso a cattedra per insegnante di sostegno
  • 6 Cosa avviene dopo il superamento del concorso a cattedra
  • 7 In cosa consiste la messa a disposizione

Come si diventa insegnante di sostegno

In generale, il compito dell’insegnante di sostegno è quello di seguire nell’apprendimento alunni con bisogni educativi speciali, che presentato un disturbo o un deficit nell’apprendimento accertato a seguito di opportuni esami medici [1].

Per diventare insegnante di sostegno bisogna possedere determinati requisiti, che cambiano a seconda se si intende insegnare nella scuola dell’infanzia e primaria o in quella secondaria.

Detti requisiti sono stati, di recente, modificati dalla legge di bilancio 2019 [2].

Scuola dell’infanzia e primaria

Per la scuola dell’infanzia e primaria, i requisiti richiesti possono così essere schematizzati:

  • il possesso di uno dei seguenti titoli:
    • titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito presso il corso di laurea in Scienze della formazione primaria o analogo titolo conseguito all’estero, ma riconosciuto in Italia;
    • diploma magistrale ivi compreso il diploma sperimentale a indirizzo psicopedagogico, con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti entro l’anno scolastico 2001/2002;
    • titolo di abilitazione conseguito all’estero entro l’anno scolastico 2001/2002, riconosciuto in Italia;
  • avere svolto nel corso degli ultimi otto anni scolastici (2010/11-2017/2018), presso le istituzioni scolastiche statali, almeno due annualità di servizio specifico rispettivamente sulla scuola dell’infanzia o primaria, anche non continuative, sia su un posto comune sia di sostegno;
  • il possesso dello specifico titolo di specializzazione sul sostegno.

E’ opportuno ricordare che nella scuola dell’infanzia e in quella primaria i titoli di accesso all’insegnamento sono anche abilitanti. Pertanto, non è necessario sostenere alcun concorso specifico successivo al conseguimento della laurea per ottenere l’abilitazione.

Scuola secondaria

Per diventare insegnanti di sostegno nella scuola secondaria occorre essere in possesso:

  • dell’abilitazione all’insegnamento;
  • oppure della laurea magistrale idonea all’accesso a una classe di concorso per la quale si concorre oltre a 24 cfu (crediti formativi universitari) in materie socio-psico-pedagogiche. Per classi di concorso si intendono i codici che identificano le varie materie di insegnamento nella scuola secondaria come ad esempio il codice A-22, che è quello relativo all’insegnamento di italiano, storia e geografia alle scuole medie, oppure il codice A-46, che identifica l’insegnamento del diritto nelle scuole superiori, ecc.

Occorre inoltre, avere conseguito il titolo di specializzazione sul sostegno.

Cosa sono i crediti formativi universitari

Abbiamo già detto che se non si è abilitati all’insegnamento, per diventare insegnanti di sostegno nella scuola secondaria bisogna essere in possesso della laurea magistrale oltre a 24 crediti formativi universitari conseguiti in determinati settori scientifico disciplinari.

Più precisamente tali settori sono:

  • pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione;
  • psicologia;
  • antropologia;
  • metodologie e tecnologie didattiche generali.

I crediti formativi universitari devono essere conseguiti in almeno 3 dei 4 settori e per ognuno degli ambiti devono essere certificati almeno 6 crediti.

I crediti formativi universitari si possono conseguire:

  • presso le università o presso gli enti Afam (Alta formazione artistica, musicale e coreutica), che hanno istituito appositi corsi.
  • tramite il riconoscimento dei crediti già acquisiti nei propri percorsi di studio con esami curriculari, esami aggiuntivi, master, dottorati di ricerca e scuole di specializzazione;
  • se non si è ancora laureati, frequentando un semestre aggiuntivo, senza costi ulteriori;
  • in modalità telematica per un massimo di 12 cfu.

I crediti formativi universitari non sono richiesti per i docenti abilitati, gli insegnanti teorico pratici e per i docenti che, al momento di pubblicazione del bando di concorso, hanno alle spalle almeno tre anni di servizio.

In cosa consiste il corso per la specializzazione sul sostegno

Per diventare insegnanti di sostegno nella scuola d’infanzia, in quella primaria e nella scuola secondaria occorre seguire un corso di specializzazione didattico per l’inclusione scolastica.

I requisiti per partecipare al corso di specializzazione sul sostegno per la scuola dell’infanzia e primaria sono il possesso:

  • del diploma magistrale conseguito entro il 2001/2002 (abilitante);
  • del diploma magistrale a indirizzo psicopedagogico o linguistico, sempre conseguito entro il 2001/2002;
  • della laurea in Scienze della formazione primaria;
  • di analoghi titoli conseguiti all’estero e riconosciuti in Italia.

I requisiti di accesso al corso di specializzazione sul sostegno per scuole secondarie sono:

  • l’abilitazione all’insegnamento;
  • la laurea con accesso a una classe di concorso per l’insegnamento + 24 cfu in materie socio-psico-pedagogiche;
  • la laurea con accesso a una classe di concorso più tre annualità di servizio svolto negli otto anni precedenti, anche in modo non continuativo, su un posto di sostegno o un posto comune.

Il corso di specializzazione dura un anno e si effettua presso le università autorizzate dal Miur (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca) e prevede l’acquisizione di 60 crediti formativi, comprensivi di almeno 300 ore di tirocinio, suddivisi in:

  • 36 cfu – insegnamenti disciplinari;
  • 9 cfu – laboratori;
  • 6 cfu – tirocinio diretto;
  • 3 cfu – tirocinio indiretto;
  • 3 cfu – tirocinio indiretto con le Tic (Tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione);
  • 3 cfu – prova finale.

Al termine del corso, si può insegnare nei posti di sostegno partecipando al relativo concorso a cattedra, bandito ogni due anni, nel quale un certo numero di posti sono riservati al sostegno.

Al corso di specializzazione sul sostegno possono partecipare anche gli Itp (insegnanti teorico pratici) in possesso del semplice diploma, ma solo fino all’anno scolastico 2024/2025. Successivamente, infatti, anche tali docenti dovranno avere la laurea e tre anni di servizio negli ultimi 8 anni.

Va precisato che gli insegnanti teorico pratici sono coloro che insegnano negli istituti tecnici e nelle scuole professionali, svolgendo attività di laboratorio con esercitazioni nonché tenendo delle vere e proprie lezioni nelle materie di loro specifica competenza.

Come si svolge il corso per la specializzazione sul sostegno

Per potere essere ammessi al corso per la specializzazione sul sostegno bisogna superare un test preselettivo, costituito da 60 quesiti, formulati con cinque opzioni di risposta. Almeno 20 di tali quesiti servono per verificare le competenze linguistiche e la comprensione dei testi in italiano. La risposta corretta ad ogni domanda vale 0.5 punti, quella mancata o errata vale 0 punti.
il test dura due ore.

Come si partecipa al concorso a cattedra per insegnante di sostegno

Il concorso a cattedra per diventare insegnante di sostegno prevede 4 esami, di cui tre prove scritte e una prova orale.

Con la prima prova scritta il candidato viene valutato sulla disciplina attinente la sua classe di concorso mentre con la seconda prova scritta vengono verificate le conoscenze inerenti le materie socio-psico-pedagogiche, acquisite con i 24 cfu.

La terza prova scritta serve a valutare le conoscenze su didattica dell’inclusione, pedagogia speciale e relativi metodi di insegnamento.

La prova orale consiste in un colloquio attraverso il quale vengono valutate le competenze nelle discipline che fanno parte della classe di concorso del candidato e il grado di conoscenza delle discipline che si riferiscono al sostegno. Durante detta prova, si verificano anche le competenze relative alla conoscenza di una lingua europea almeno di livello B2 oltre alle  conoscenze in merito alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Le prove sono superate dai candidati che conseguono il punteggio minimo di sette decimi o equivalente.

Cosa avviene dopo il superamento del concorso a cattedra

I vincitori del concorso a cattedra vengono inseriti nelle graduatorie di merito, che sono composte da un numero di partecipanti pari ai posti messi a bando per la Regione per la quale si è concorso.

I vincitori, quindi, iniziano un percorso annuale di formazione iniziale e prova. Superato l’anno di prova, i docenti vengono confermati nel ruolo e devono restare altri quattro anninella stessa scuola in cui hanno superato l’annualità di formazione e prova, per un totale di cinque anni di blocco nella stessa sede.

I docenti che, pur avendo superato le prove, non rientrano fra i vincitori, conseguono comunque l’abilitazione all’insegnamento per l’inserimento nella II fascia delle graduatorie di istituto.

In cosa consiste la messa a disposizione

In attesa del bando del corso di specializzazione sul sostegno o di quello del concorso a cattedra, si può comunque fare esperienza a scuola anche nell’ambito del sostegno, inviando una domanda di messa a disposizione per rendersi disponibili per incarichi di supplenza.

La domanda può essere presentata presso tutti gli istituti scolastici italiani. Ogni incarico ottenuto con la messa a disposizione consente di aumentare il punteggio e la possibilità di ottenere un incarico, anche fisso, nel mondo della scuola.

Note

[1] Art. 13, D.M. n. 249/2010.

[2] D.M. n. 92/2019.

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Come fare per diventare insegnante di sostegno ultima modifica: 2020-01-03T06:49:50+01:00 da Gilda Venezia
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Gilda Venezia

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