Consenso informato a scuola, è legge

Gilda Venezia

di Andrea Carlino, Orizzonte Scuola, 4.6.2026.

L’educazione sessuale alle medie solo con ok dei genitori.
Attività alternative obbligatorie ed esperti in classe con delibera. Cosa è previsto.

Gilda Venezia

Diventa legge il provvedimento che introduce il consenso informato scritto dei genitori per qualsiasi attività extracurricolare o progetto scolastico dedicato a sessualità e affettività.

Con 78 voti favorevoli, 38 contrari e nessuna astensione, il testo varato si propone di informare tempestivamente e accuratamente le famiglie o gli studenti maggiorenni affinché possano esprimere il proprio consenso informato preventivo, per iscritto, a iniziative extracurriculari e agli ampliamenti dell’offerta formativa sui temi attinenti all’ambito sessuale

I quattro pilastri della legge. Per le scuole secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori) l’acquisizione del consenso informato dei genitori – o degli stessi studenti se maggiorenni – diventa obbligatoria. Nessuna deroga. Prima di chiedere l’autorizzazione, l’istituto deve fornire alle famiglie informazioni dettagliate su obiettivi, contenuti, materiali didattici ed eventuali esperti esterni coinvolti. Per chi non firma, la scuola è tenuta a predisporre attività formative alternative.

Diversa la disciplina per le scuole dell’infanzia e primaria: qui il divieto è assoluto. Questi argomenti, stabilisce la legge, non possono essere affrontati in alcuna forma.

La procedura per il consenso

Il disegno di legge stabilisce che le famiglie devono firmare un consenso preventivo solo dopo essere state informate sui temi specifici che verranno affrontati. La richiesta di consenso deve esplicitare le finalità, gli obiettivi educativi e formativi, i contenuti, gli argomenti, i temi e le modalità di svolgimento delle attività, con l’indicazione dell’eventuale presenza di esperti esterni o di rappresentanti di enti o associazioni coinvolti. La norma prevede che il consenso informato preventivo debba essere richiesto entro il settimo giorno antecedente alla data prevista per lo svolgimento delle attività. Il materiale didattico utilizzato durante gli incontri formativi deve essere reso disponibile ai genitori per una preventiva visione.

Cosa succede se il consenso non viene dato?

La scuola non può limitarsi a escludere l’alunno qualora una famiglia decidesse di non far partecipare il proprio figlio a queste specifiche attività. Il testo impone all’istituto scolastico di garantire attività formative alternative. Le attività devono essere organizzate utilizzando gli strumenti di flessibilità e autonomia didattica già a disposizione della scuola e devono essere previste e inserite nel Piano triennale dell’offerta formativa.

Il ruolo degli esperti esterni

Il provvedimento interviene sulla regolamentazione del coinvolgimento di soggetti esterni per lo svolgimento delle attività. La deliberazione del collegio dei docenti e l’approvazione del consiglio di istituto rappresentano i due passaggi necessari per autorizzare la partecipazione di esperti esterni. Il collegio dei docenti definisce i criteri di selezione valutando titoli, comprovata esperienza professionale, scientifica o accademica degli esperti, la coerenza del loro intervento con le finalità educative e l’adeguatezza all’età degli studenti. Il disegno di legge prevede l’obbligo della presenza di un docente della scuola nel caso di corsi extracurriculari che coinvolgano alunni minorenni e soggetti esterni.

Le parole del Ministro e del Sottosegretario

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in una dichiarazione diffusa dopo il voto, ha voluto chiarire alcuni punti oggetto di polemiche. “Non è vero che con questa legge non si potrà fare educazione affettiva”, ha detto. “Il governo per la prima volta ha reso stabilmente obbligatoria in tutti i gradi di scuola l’educazione al rispetto, alle relazioni e alla empatia”.

Sull’educazione sessuale in senso biologico, il ministro ha spiegato che “continuerà a farsi nei programmi di scienze in tutti i gradi di scuola”. E ha annunciato una novità: “Per la prima volta introduciamo nei programmi delle medie l’educazione alla prevenzione dei rischi derivanti dalle malattie sessualmente trasmissibili”. Un tema che, ha sottolineato, “nelle vecchie Indicazioni nazionali per la scuola del primo ciclo non era prevista”, e che sarà introdotto anche nei programmi di scienze delle superiori.

Valditara ha rivendicato l’impianto complessivo della riforma: “Tuteliamo i bambini dalla confusione della propaganda gender e ridiamo voce ai genitori sulle tematiche della identità di genere per i figli adolescenti minorenni”. Il ministro ha citato la Costituzione, che attribuisce ai genitori “il diritto di educare i figli”, e ha aggiunto: “Pretendiamo che certe teorie siano spiegate da medici, psicologi, professionisti seri”.

Il sottosegretario all’Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti, ha difeso la legge approvato al Senato. “L’approvazione segna un importante passo avanti nella direzione della trasparenza, della correttezza informativa e della piena collaborazione tra scuola e famiglia”, ha dichiarato. Nessuna intenzione di limitare l’autonomia scolastica, ha precisato, ma l’obiettivo è garantire che le famiglie siano pienamente informate sui contenuti delle attività più delicate. Frassinetti ha smentito le critiche: l’educazione sessuale resta nei programmi di scienze, mentre l’educazione all’affettività, al rispetto, alla parità di genere e alle relazioni è stata inserita per la prima volta dal governo nell’educazione civica. “La famiglia è il primo soggetto educativo riconosciuto dalla Costituzione”, ha concluso, “rafforzare questo rapporto è indispensabile per la crescita serena dei ragazzi”.

La pioggia di critiche delle opposizioni

Il testo ha raccolto duri attacchi da parte di Movimento 5 Stelle, Partito democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Azione e Italia Viva. Le opposizioni hanno presentato pregiudiziali di costituzionalità, prontamente respinte dall’Assemblea di Palazzo Madama.

In Aula, la senatrice dem Simona Malpezzi ha accusato: “Questo provvedimento oggi segna il primo favore che il governo fa a Vannacci, perché nasce sulla spinta dell’allora sottosegretario Rossano Sasso della Lega, oggi esponente di Futuro nazionale, che ha passato tutti gli anni a teorizzare la teoria ‘gender’ che non ha nessun fondamento pedagogico, nessun fondamento scientifico”. La senatrice ha aggiunto: “Di sicuro c’è una grande facilità di raggiungere, magari a livello comunicativo, chi è spaventato per l’educazione sessuale dei propri figli”.

Per Azione, il senatore Marco Lombardo ha espresso forti perplessità sul fatto che “in sostanza i genitori dovranno essere informati preventivamente sulle attività extracurricolari in materia sessuale. Cosa che già oggi possono richiedere, ma da ora diventa obbligatoria l’autorizzazione”.

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Consenso informato a scuola, è legge ultima modifica: 2026-06-05T06:31:35+02:00 da
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