Contagi a scuola, un nuovo articolo del “Il Tempo”. Occorre l’intervento degli esperti

dal blog di Gianfranco Scialpi, 27.12.2020.

Gilda Venezia

Contagi a scuola, “Il Tempo” quotidiano romano continua a sfornare studi. Per evitare di incorrere in errori o amplificazioni di tesi anche diverse, occorre l’intervento dei tecnici, che però confermano il carattere probabilistico della scienza post-galileiana.

Contagi a scuola, la controversia inizia a novembre

Contagi a scuola, questa mattina “Il Tempo” pubblica un nuovo articolo a firma di F. Bechis (Direttore) che conferma l’orientamento del quotidiano: forte critica al governo e alla Ministra Azzolina. Il tutto è iniziato con un articolo “morbido” e proseguito con un altro dal tono duro e francamente inopportuno. Ecco i titoli:” Ecco i veri dati del Covid. Adesso chiudete le scuole” (12 novembre), ” La Azzolina ci accusa di fake news. Ma è lei che ha mentito agli italiani” (5 dicembre)

F. Bechis, apre un nuovo fronte

Del nuovo intervento prendiamo alcuni passaggi  per poi concludere con una riflessione: ” Oggi pubblichiamo paragonandoli alla serie storica già pubblicata quelli contenuti nell’ultimo bollettino epidemiologico a cura dell’Istituto superiore di Sanità. Si tratta dei contagi in tutta Italia alla data del 22 dicembre scorso, divisi per fasce di età. A differenza delle altre volte abbiamo separato in decadi come è nel bollettino originario la fascia che avevamo chiamato «popolazione scolastica», scomponendola nella decade 0-9 anni che in questi mesi è sempre andata a scuola e nella decade 10-19 anni che invece ha iniziato in gran parte territorialmente la didattica a distanza dalla fine di ottobre facendo poi diventare questa una regola su tutto il territorio nazionale. Bene da questa estate (25 agosto) al 7 novembre quando la didattica a distanza è diventata regola per le superiori la maggiore crescita dei contagi si è verificata nella decade 10-19, che racchiude gli studenti delle medie e delle superiori (+ 1.042,57%), seguita dalla decade 0-9 degli studenti di asili, materne ed elementari (+831,41%). Terzo posto la decade 20-29 anni, che comprende tutti gli studenti universitari (+556,88%). Dal giorno di chiusura delle scuole superiori e università fino al 22 dicembre scorso queste due categorie che erano state al primo e al terzo posto su dieci decadi nella classifica anagrafica dei contagi, sono scivolate rispettivamente all’ottavo e al settimo posto nella crescita dei contagi, dimostrando con chiarezza che il problema della seconda ondata è stata proprio la scuola in presenza priva di sicurezza. Ma al primo posto nella classifica dell’aumento dei contagi fra il 7 novembre e il 22 dicembre c’è la fascia di età 0-9 anni che comprende tutti i bambini che hanno continuato perfino nelle zone rosse a frequentare in presenza le lezioni. Cosa dicono con chiarezza questi numeri? Quello che ripetiamo da mesi: è stata la scuola il motore della seconda ondata. Ma siccome i contagi oggi salgono più di tutti fra i bambini delle scuole elementari, il problema non è stato quello dei trasporti con cui si va a lezione.”

Troppo di parte. Occorrono degli approfondimenti di più tecnici

Siamo nel tempo dove l’informazione è divenuta il nuovo oro nero. In questa categoria, inserisco anche i tanti dati personali e sensibili che molti internauti disseminano nel Web, come le “briciole di pane” (Hansel e Gretel).
Su questo valore si gioca la democrazia ed è messo a dura prova il senso critico delle persone che non sempre hanno gli strumenti culturali e cognitivi per discernere le informazioni asciutte della scienza  da quelle condizionate da pregiudizi e orientamenti culturali.
Nel caso specifico occorre l’intervento dei tecnici. Se il risultato fosse la conferma tra chi sostiene la tesi della scuola come “amplificatore dei contagi” e chi invece è convinto che l’istituzione scolastica ricopra un ruolo di assorbimento”, allora saremmo di fronte all’unica certezza che accompagna  il pensiero scientifico: si procede per tentativi ed errori. Del resto di fronte a un virus, ancora non completamente conosciuto, questa è l’unica certezza.
La scuola è una realtà seria! Non può divenire un oggetto del contendere tra tesi diverse, ognuna delle quali dice la sua verità.

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Contagi a scuola, un nuovo articolo del “Il Tempo”. Occorre l’intervento degli esperti ultima modifica: 2020-12-27T17:55:59+01:00 da Gilda Venezia
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