Contratto scuola: la mobilità del personale ogni tre anni?

tuttoscuola_logo14TuttoscuolaNews, n. 834 del 23.10.2017

– Nell’atto di indirizzo per il rinnovo del contratto scuola c’è una disposizione – voluta, secondo quanto risulta a Tuttoscuola, personalmente dalla ministra Fedeli, sin dall’inizio del suo incarico molto impegnata per la continuità didattica – che sicuramente semplificherà le operazioni di avvio dell’anno scolastico. E che, se interpretata in modo estensivo, potrebbe addirittura segnare (ma qui il condizionale è d’obbligo) una svolta quasi storica sulla permanenza in sede degli insegnanti.

Spieghiamoci meglio, partendo dal testo: tra gli obiettivi del contratto viene fissato quello di “prevedere la competenza della contrattazione nazionale integrativa, da esercitarsi con cadenza triennale, con particolare riferimento a quella che disciplina i trasferimenti del personale docente, educativo e ATA e i passaggi di ruolo, nonché le relative utilizzazioni e assegnazioni provvisorie”.

La lettura immediata lascia intendere che la triennalità dovrebbe riguardare la definizione delle regole sulla mobilità, evitando in tal modo le lungaggini delle procedure che ogni anno rallentano i tempi esecutivi dei trasferimenti (che rimarrebbero annuali) con ripercussioni sul regolare avvio dell’anno scolastico.

La mancata reazione dei sindacati in merito farebbe ritenere plausibile questa interpretazione “riduttiva”. Anche in questo caso, si tratterebbe di un notevole passo avanti, messo a segno dalla ministra, nelle complesse procedure di gestione del personale della scuola.

Ma c’è anche un’interpretazione più estensiva…

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Contratto scuola: la mobilità del personale ogni tre anni? ultima modifica: 2017-10-23T06:52:59+01:00 da Gilda Venezia
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