Orizzonte Scuola, 5.6.2026.
Convocato a sorpresa in Presidenza, è legittimo? Ecco quando non lo è. Mai lasciare la classe scoperta anche se è il Dirigente a convocarti. Il Punto di De Martino.
Nel corso di una nuova puntata di Diritto in Cattedra, la rubrica di Orizzonte Scuola condotta da Francesco Bunetto, l’avvocato Alessandro De Martino ha affrontato un tema che genera spesso dubbi e tensioni nei rapporti tra docenti e dirigenza scolastica: le convocazioni da parte del dirigente scolastico, soprattutto quando avvengono fuori dall’orario di lezione o senza un preavviso adeguato.
“La classe non deve mai essere lasciata scoperta”
La domanda di partenza riguarda una situazione che molti insegnanti dichiarano di aver vissuto almeno una volta: il dirigente può convocare un docente mentre è in servizio, lasciando la classe senza sorveglianza?
Per De Martino “La classe scoperta mai”, afferma. “Il dirigente scolastico deve avere dei limiti anche perché si tratta di garantire l’insegnamento e l’erogazione del servizio pubblico agli studenti.”
Secondo il legale, una convocazione non può mai comportare l’abbandono della vigilanza sugli alunni. Il dirigente, infatti, deve tenere conto delle responsabilità che derivano dal proprio ruolo e della necessità di garantire la continuità del servizio scolastico.
Orario di lezione e orario di servizio: la distinzione da conoscere
De Martino invita poi a distinguere tra orario di lezione e orario di servizio.
“L’orario di lezione non deve essere intaccato”, spiega, mentre per quanto riguarda l’orario di servizio occorre verificare se la convocazione rientri nelle attività funzionali previste dal contratto oppure comporti un impegno aggiuntivo.
Il riferimento è alle attività collegiali disciplinate dal piano annuale delle attività.
“Noi sappiamo che il limite previsto nel piano annuale delle attività è di 40 più 40 ore annue. Questo è il limite a cui ci dobbiamo attenere.”
Convocazioni sì, ma devono essere formalizzate
Per l’avvocato, il dirigente può convocare il personale anche nelle ore non destinate alla didattica, ma soltanto a determinate condizioni.
“Le convocazioni del dirigente devono essere formalizzate per iscritto e motivate”, sottolinea.
Inoltre devono svolgersi “in orario compatibile con quelle che sono le ore annue deliberate dal collegio docenti”.
La convocazione durante le cosiddette “ore libere” del docente è quindi possibile, ma solo se rientra nelle attività funzionali all’insegnamento previste dal contratto oppure se sussistono reali motivi di urgenza.
Il diritto alla disconnessione
Tra gli aspetti evidenziati da De Martino emerge anche il tema del diritto alla disconnessione.
“Bisogna sempre tenere conto del diritto alla disconnessione, sia ai sensi del CCNL sia ai sensi della contrattazione integrativa”, osserva.
Un principio che limita la possibilità di convocazioni improvvise o richieste formulate senza il rispetto delle modalità previste dalla normativa contrattuale.
“Le convocazioni a sorpresa con i genitori possono essere illegittime”
Uno dei passaggi più significativi dell’intervento riguarda le cosiddette convocazioni a sorpresa.
De Martino racconta di aver affrontato recentemente un caso in cui un docente era stato chiamato improvvisamente in presidenza per confrontarsi con una famiglia.
“Mi è capitato proprio recentemente una convocazione a sorpresa per un confronto con i genitori in presidenza”, riferisce.
Secondo il legale, la giurisprudenza considera tali convocazioni problematiche quando mancano urgenza e formalizzazione.
“La convocazione a sorpresa è illegittima se non è motivata da urgenza e se non è formalizzata per iscritto.”
Quando la convocazione diventa una pressione
Il tema si collega a quello delle possibili pressioni esercitate sul personale scolastico.
Per De Martino esiste un limite preciso che il dirigente non dovrebbe mai superare.
“La convocazione non deve mai configurare uno strumento di pressione nei confronti del lavoratore della scuola.”
Eppure, osserva, nella pratica non sempre accade.
“Mi capita molto spesso di affrontare convocazioni che hanno il solo scopo di creare il tribunale fuori dai procedimenti disciplinari per chiedere conto ai docenti di alcune cose.”
Una prassi che il legale definisce apertamente illegittima.
Diritto di difesa e contestazioni formali
Secondo De Martino, convocare un docente senza preavviso per contestargli comportamenti o accuse costituisce una violazione dei principi fondamentali di garanzia.
“Se tu mi devi accusare davanti a qualcuno, mi devi consentire di prepararmi su ciò per cui mi stai accusando. Si chiama diritto di difesa.”
Proprio per questo il procedimento disciplinare prevede regole precise: contestazione formale degli addebiti, termini per preparare le difese e possibilità di accesso agli atti.
“Il procedimento disciplinare ha proprio quello scopo: io sono venuto a conoscenza di presunti illeciti, ti comunico quali sono e ti do una data per spiegare le tue difese.”
Gli esempi di possibili comportamenti illegittimi
Tra queste cita:
- ordini di servizio ripetuti e palesemente illegittimi;
- convocazioni improvvise senza motivazione;
- confronti non programmati con genitori o colleghi;
- richieste di giustificazioni formulate al di fuori delle procedure previste.
“Non siamo in aula con bambini di cinque anni, è un luogo di lavoro serio la scuola”, conclude il legale, ribadendo che il rispetto delle regole e delle garanzie procedurali rappresenta una tutela sia per i docenti sia per la stessa amministrazione scolastica.
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Convocazione a sorpresa in Presidenza, è legittima? ultima modifica: 2026-06-05T15:41:46+02:00 da

