di Lara Sardi, Scuola in Forma, 26.7.2025.
Il rischio di caos nelle scuole determina la necessità di un intervento ministeriale.
La formazione è un diritto fondamentale di ogni lavoratore.
L’imminente avvio dei corsi INDIRE, regolamentati dai Decreti Ministeriali 75 e 77/2025, sta generando tanta preoccupazione tra i docenti. A causa del ritardo nell’attivazione di questi corsi, i prossimi mesi si preannunciano estremamente complessi, con un calendario fitto di lezioni che si scontrerà con gli impegni scolastici del nuovo anno.
La domanda che molti si pongono è: come conciliare la formazione con la didattica quotidiana? La problematica è aggravata dal fatto che la domanda per il diritto allo studio solitamente si presenta nella prima metà di novembre. Questo significa che, almeno per i primi mesi di scuola, i docenti corsisti dovrebbero ricorrere esclusivamente a permessi personali, un’opzione spesso insufficiente e poco sostenibile nel lungo periodo.
Le soluzioni individuali e i loro limiti
Di fronte a questa incertezza, molti docenti stanno valutando diverse strategie:
- congedo o aspettativa: alcuni stanno prendendo in considerazione l’idea di mettersi in congedo o aspettativa. Tuttavia, questa scelta comporta un impatto significativo sulla retribuzione e sulla continuità del servizio.
. - Spezzoni orari: altri pensano di richiedere spezzoni orari nella compilazione delle 150 scuole per le GPS. Questa soluzione, seppur praticabile, implica una riduzione dell’orario di servizio “a proprie spese”, un sacrificio che molti non possono permettersi, avendo necessità di lavorare e percepire uno stipendio intero.
Il punto dolente è proprio questo: non tutti i docenti possono permettersi di ridurre il proprio orario di lavoro o di assentarsi per lunghi periodi. La necessità di una retribuzione piena si scontra con l’esigenza di una formazione fondamentale per la loro professionalità e futuro lavorativo.
Il rischio di caos nelle scuole e la necessità di un intervento ministeriale
Oltre alle difficoltà individuali, si profila il rischio di un potenziale caos nelle scuole. Se un numero elevato di docenti dovesse assentarsi contemporaneamente per frequentare i corsi, la gestione delle classi e la continuità didattica potrebbero essere seriamente compromesse, proprio nel momento in cui le attività didattiche entrano a pieno regime.
A ciò si aggiunge la questione delle diverse regolamentazioni degli Uffici Scolastici Provinciali in merito al diritto allo studio. L’assenza di linee guida uniformi genera disparità e incertezza.
Per evitare che migliaia di docenti si ritrovino in una situazione di emergenza e per garantire il diritto alla formazione, è urgente che il Ministero intervenga con un provvedimento ad hoc. Tale intervento dovrebbe:
- uniformare le regole e i benefici: stabilire disposizioni chiare e valide su tutto il territorio nazionale, assicurando a tutti i docenti pari opportunità di accesso alla formazione.
. - definire un piano di permessi per il diritto allo studio: un piano ministeriale chiaro e strutturato consentirebbe alle scuole di gestire meglio le assenze dei docenti, garantendo la continuità didattica e, al contempo, il diritto alla formazione.
. - tutt’al più, dare la possibilità di far concludere i corsi INDIRE oltre la data del 31 dicembre 2025, ad esempio entro gennaio per avere tempi più distesi. Di fatti, i percorsi che l’ateneo LUMSA attiverà per forza di cose dovranno concludersi oltre questa data.
Ricordiamo che la formazione è un diritto fondamentale di ogni lavoratore.
In un contesto in cui la specializzazione sul sostegno è sempre più richiesta e valorizzata, è essenziale che le istituzioni garantiscano ai docenti le condizioni per potersi formare senza dover affrontare sacrifici insostenibili o compromettere il proprio servizio scolastico.
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Corsi INDIRE, come conciliare con gli impegni scolastici? ultima modifica: 2025-07-26T09:17:44+02:00 da
