Cosa rischia lo studente che picchia un professore

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di Carlos Arija Garcia, La legge per tutti, 6.10.2022.

Sempre più aggressioni a scuola nei confronti dei docenti: quali sono i reati configurabili per chi non tiene la lingua o le mani a posto?

Gilda Venezia

Ha fatto scalpore l’episodio di cronaca che ha visto un insegnante aggredito per avere dato una nota a una studentessa, «vendicata» poi da due ragazzi decisi a prendere a schiaffi il docente nel tentativo di ribaltare i ruoli e di essere loro a «dare la lezione» al prof. L’episodio – l’ennesimo nel mondo della scuola – è finto alla ribalta soprattutto perché, dopo l’aggressione, l’insegnante non ha nascosto la propria paura a tornare in aula e svolgere il suo mestiere con la correttezza e l’imparzialità che il ruolo esige. Lui, purtroppo, sa che cosa rischia a mettere una nota a chi potrebbe reagire con violenza. Ma cosa rischia lo studente che picchia un professore?

La spavalderia dell’adolescente è cosa nota fin dalla notte dei tempi. Si ha l’impressione, però, che alcuni ragazzi (non tutti, per fortuna), abbiano perso il senso della misura. Il problema, per loro, è che rischiano di commettere un reato che può marchiarli a vita. Il problema, per i loro genitori, è quello di dover rispondere degli atti dei figli che sono al di sotto di una certa età. Se, invece, i ragazzi violenti fossero maggiorenni, il problema dei genitori sarebbe quello di fare i conti con la propria coscienza. Ma questa è un’altra storia.

Indice

  • 1 Il ruolo dell’insegnante come pubblico ufficiale
  • 2 Insultare un docente è reato?
  • 3 Cosa si rischia per l’aggressione a un insegnante?

Il ruolo dell’insegnante come pubblico ufficiale

La legge attribuisce all’insegnante il ruolo di pubblico ufficiale nel momento in cui egli esercita la sua funzione a scuola. Il Codice penale, infatti, stabilisce che «agli effetti della legge penale, sono pubblici ufficiali coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa» [1].

Non solo: la norma aggiunge che «è pubblica la funzione amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi e caratterizzata dalla formazione e dalla manifestazione della volontà della pubblica amministrazione o dal suo svolgersi per mezzo di poteri autoritativi o certificativi».

Che cosa significa? Significa, come ha ricordato la Cassazione [2], che il ruolo di pubblico ufficiale viene rivestito da chiunque «concorre a formare la volontà di una pubblica amministrazione ed è munito di poteri decisionali, di certificazione, di attestazione e di coazione». Poteri che vengono riconosciuti in mano al docente, anche quando ha un rapporto «di collaborazione saltuaria» [3].

In sintesi, e secondo la Suprema Corte [4], gli insegnanti delle scuole pubbliche sono pubblici ufficiali non solo durante lo svolgimento delle lezioni ma anche «nelle connesse attività preparatorie, contestuali e successive, ivi compresi gli incontri dei genitori degli allievi». Quanto basta per inchiodare lo studente o il genitore che aggredisce un insegnante e che, così facendo, incorre nel reato di oltraggio a pubblico ufficiale.

Insultare un docente è reato?

Anni fa è stata depenalizzata l’ingiuria, prima reato e ora illecito amministrativo. Tuttavia, quando l’ingiuria è rivolta a un pubblico ufficiale, si parla ancora di reato e se ne subiscono le conseguenze.

In pratica, secondo il Codice penale, «chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. La pena è aumentata se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato» [5].

Come si traduce questo nel mondo della scuola? Facciamo un esempio. Mettiamo che – tanto per restare nel luogo comune – Pierino venga interrogato in aula davanti ai suoi compagni e, non sapendo rispondere alle domande poste dal prof, si prenda un brutto voto. La reazione di Pierino nei confronti dell’insegnante non è proprio edificante e si lascia andare a qualche insulto che, al giorno d’oggi (non certo ai tempi di Pierino) sarebbero irriproducibili in questa sede.

Pierino potrebbe essere accusato di oltraggio a pubblico ufficiale, poiché ha rivolto degli insulti al docente in luogo pubblico e davanti a più persone.

Diverso sarebbe se il genitore di Pierino, avvertito del brutto voto preso dal figlio, attende il prof all’uscita di scuola e, in disparte, a quattr’occhi, gliene dice di ogni senza toccarlo: la mancanza di altre persone farebbe venire meno il reato di oltraggio.

Pierino e genitore non sarebbero più punibili se riparano interamente il danno mediante risarcimento nei confronti della persona offesa e dell’ente a cui questa appartiene. Insomma, se risarciscono insegnante e scuola.

Cosa si rischia per l’aggressione a un insegnante?

Trattandosi di un pubblico ufficiale, chi picchia un professore rischia la galera. Dice il Codice penale: «Chiunque usa violenza o minaccia a un pubblico ufficiale o ad un incaricato di un pubblico servizio, per costringerlo a fare un atto contrario ai propri doveri, o ad omettere un atto dell’ufficio o del servizio è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni» [6]. La pena, continua la norma, è della reclusione fino a tre anni «se il fatto è commesso per costringere alcuna delle persone anzidette a compiere un atto del proprio ufficio o servizio, o per influire, comunque, su di essa».

Ora: poiché l’insegnante è pubblico ufficiale nell’espletamento delle sue funzioni, si può dedurre che il citato articolo del Codice penale è applicabile nel caso in cui l’aggressione avvenga a scuola o, comunque, quando il docente sta svolgendo il suo lavoro. Se, invece, il prof viene aggredito per strada (come cittadino, dunque, e non come pubblico ufficiale) da un alunno o da un genitore che ce l’ha con lui per un brutto voto o per altro motivo, i reati sarebbero diversi: si parlerebbe di:

  • percosse [7] nel caso in cui la vittima provasse una spiacevole sensazione di dolore, senza conseguenze apprezzabili per la sua salute (una sberla, uno spintone contro il muro, ecc.);
  • lesioni personali [8] se l’aggressione comporta il ferimento o una malattia nel corpo o nella mente.

note

[1] Art. 357 cod. pen.

[2] Cass. sent. n. 148796/1981.

[3] Cass. sent. n. 166013/1984.

[4] Cass. sent. n. 15367/2014.

[5] Art. 341 bis cod. pen.

[6] Art. 336 cod. pen.

[7] Art. 581 cod. pen.

[8] Art. 582 cod. pen.

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Cosa rischia lo studente che picchia un professore ultima modifica: 2022-10-07T06:22:52+02:00 da
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