Costituzione, scuola, ricerca. Lo storico dell’arte Salvatore Settis chiede conto dei “non detto” al premier Giuseppe Conte

di Luciana MatareseHuffington Post, 8.6.2018

– Lettera pubblicata sul Fatto quotidiano: “Il governo continuerà con i tagli all’istruzione pubblica e con i finanziamenti a quella privata”.

Scuola, ricerca, tutela del patrimonio, Costituzione, ruolo del presidente del Consiglio. In una lettera pubblicata sul Fatto quotidiano, l’archeologo e storico dell’arte, Salvatore Settis, incalza il premier Giuseppe Conte e chiede approfondimenti su alcuni passaggi pronunciati durante il discorso di insediamento in Parlamento.

Una delle critiche maggiori rivolte a Conte è di aver fatto solo alcuni accenni ad alcuni temi, come la scuola.

“Crede che il Suo accenno alle ‘nostre scuole e università in grado di formare eccellenze assolute’ basti per delineare una politica della scuola, dell’università, della ricerca in linea con gli articoli 9, 21, 33 e 34 della Costituzione? Il Suo governo intende proseguire nella politica di tagli alla scuola pubblica e finanziamenti alla scuola privata, che secondo l’art.33dovrebbe essere ‘senza oneri per lo Stato’?”.

Ancora su università e ricerca.

“Che posizione ha il Suo governo rispetto al drammatico de-finanziamento delle nostre università ed enti di ricerca, che mette l’Italia in coda all’Europa? È proprio sicuro che fine della ricerca sia, come nel Suo discorso, ‘mantenere in Italia le filiere produttive’, o non valeva forse la pena di ricordare il ruolo della ricerca fondamentale? E come si interpreta l’assenza, nel Suo discorso, di ogni accenno al precariato e al sottimpiego nelle università, un settore che Lei certo conosce personalmente assai bene?”.

Settis rimprovera a Conte di non aver citato l’articolo 9 della Costituzione, quello che prevede la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione.

“Come mai manca non solo la citazione dell’articolo 9 della Costituzione, ma ogni pur minimo accenno alla cultura e alla tutela del patrimonio artistico e paesaggistico del nostro Paese?”.

Lo storico dell’arte chiede inoltre a Conte di chiarire la natura del suo ruolo in relazione a Di Maio e Salvini.

“Non ritiene opportuno spiegare ai cittadini che cosa vuol dire ‘condividere in via discreta’, rispetto ai Suoi doveri costituzionali? E di precisare quando e dove e in che termini, nel Suo discorso, si esplicita la Sua promessa di ‘anticipare in quale direzione si esplicherà il Suo personale contributo?”.

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