Dai fatti alle parole

di Giovanni Limoni, InfoDocenti.it, 9.11.2020.

Gilda Venezia

Se il buon operato di un politico si dovesse giudicare da come le sue parole vengano tramutate in fatti reali e concreti, credo che il Ministro Azzolina avrebbe un voto gravemente insufficiente.

“Malgrado sia in atto un sabotaggio da parte chi non vuole che ripartano, le scuole riapriranno a settembre e l’anno si svolgerà regolarmente”; “ Le graduatorie on line sono la cosa di cui vado più fiera. Saranno pronte in tempo per l’inizio dell’anno e tutte le cattedre saranno regolarmente coperte”; “ Daremo alle scuole 2,4 milioni di banchi monoposto”; “ Non ci saranno più classi pollaio”; “ la scuola è un posto sicuro e tutte le lezioni dovranno essere in presenza”; “ Il concorso straordinario rispetta tutte le regole di sicurezza e si svolgerà regolarmente”….

Tutte dichiarazioni, rivelatasi fallaci, tratte da interventi pubblici del Ministro Azzolina e più volte ribadite nel corso di questi mesi.

Concordiamo tutti nell’affermare che la situazione attuale non sia tra le più semplici e siamo consapevoli che nessuno ha la bacchetta magica per risolvere i problemi derivanti da una pandemia mondiale, ma non c’era bisogno di essere Nostradamus per prevedere quello che si sta verificando in questi giorni; bastava un po’ di buon senso. Buon senso che sembra essere mancato al Ministro che, spesso in maniera “brusca” ha continuato a procedere lungo una strada che, per tutte le componenti del mondo della scuola, porta ad un vicolo cieco.

Ci sono però altre mancanze, meno evidenti ma altrettanto gravi, nell’operato del ministro. Nella legge 126 approvata con modifiche il 28 dicembre 2019, all’art 1 comma 13 viene espressamente scritto che, entro 180 giorni (quindi entro il 30 giugno) il Ministro dell’Istruzione deve emanare i decreti per specificare come dovrà essere svolto il periodo di formazione e, soprattutto, la prova orale prevista per le procedure concorsuali straordinarie riservate.

Ad oggi, non si ha nessuna traccia di questo decreto e i candidati che supereranno la prova scritta non sanno nulla di ciò che li attende per quanto concerne il percorso e le prove che dovranno seguire per
raggiungere la loro stabilizzazione.

Nel decreto legge 22 approvato con modifiche il 6 giugno 2020, all’art 2 comma 8, il Parlamento aveva votato un testo che chiedeva al Ministro di emanare un’ordinanza per spostare al 20 settembre il termine ultimo utile per le tempistiche relative alle immissioni in ruolo. Questa ordinanza non è mai stata emanata con il risultato che in quasi tutte le regioni non è stato possibile, per mancanza di tempo, procedere con gli scorrimenti su quei posti liberati a seguito di rinuncia da parte di candidati già stabilizzati o non disposti ad accettare la nomina proposta. Si tratta di migliaia di immissioni in ruolo non effettuate.

Nello stesso decreto 22 emendato, l’ART 2 bis prevede che, entro sessanta giorni dall’approvazione della legge (quindi entro 6 agosto ) il Ministro debba emanare un decreto per istituire un tavolo di confronto per definire un percorso abilitante che sia strutturale e periodico.

Anche questo decreto è sparito nella nebbia; eppure ce ne sarebbe davvero bisogno per rasserenare gli animi di migliaia di docenti precari che vedono il concorso straordinario come un’ultima spiaggia per poter finalmente raggiungere l’agognata abilitazione e stabilizzazione.

Considerati i fatti, le parole e le omissioni, si comprende quindi il motivo di tante critiche nei confronti del Ministro Azzolina che però non solo non fa nessun mea culpa, ma al contrario continua imperterrita nella sua strada.

Ad esempio, ultimamente ha affermato che di prove suppletive ai concorsi riservati non se ne parla proprio….speriamo che sbagli anche in questo e che i fatti smentiranno le sue parole.

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Dai fatti alle parole ultima modifica: 2020-11-09T20:41:18+01:00 da Gilda Venezia
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