DDL Zan, cosa c’entra la scuola?

di Paolo Di Falco, Scuola.net, 14.7.2021.

Tra i temi principali della discussione sul DDL Zan in Parlamento c’è la scuola, su cui non mancano i contrasti tra le forze politiche . Vi spieghiamo di cosa si tratta e perché se ne parla.

Gilda Venezia

DDL Zan, cosa c’entra la scuola? I principali nodi della questione (spiegati in modo semplice) Tra i temi principali della discussione sul DDL Zan in Parlamento c’è la scuola, su cui non mancano i contrasti tra le forze politiche . Vi spieghiamo di cosa si tratta e perché se ne parla.

L’ipotesi lanciata poco prima dell’approdo del testo al Senato prevedeva una modi! degli articoli 1, 4 e 7 ma quest’ultima, come è evidente dal dibattito molto acceso tr senatori, non è stata raggiunta. Tra i vari argomenti legati al DDL Zan rientra anch la scuola di cui, tra fake news e retorica, si è anche parlato nella giornata di ieri. Ma, vediamo insieme cosa prevede per la scuola questa proposta di legge.

La scuola: tra il DDL Zan e i diritti civili

A parlare di scuola è proprio l’articolo 7, contestato anche dal Vaticano, che preved l’istituzione in data 17 maggio della Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia. Giornata a cui si dovranno accompagnare del attività da svolgere nelle scuole. L’obiettivo formativo della giornata non è quello di “di”ondere la teoria gender nelle scuole” ma bensì quello di promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione in modo da contrastare i pregiudizi, le discriminazio e le violenze motivati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere.

Tra l’altro, sono davvero tanti i Paesi in cui a scuola è previsto anche l’insegnamento dei diritti Lgbtq+. Tra questi spicca la Scozia dove nel novembre del 2018 è stato introdotto “un programma speci!co di educazione all’inclusione” che si basa su diversi punti: dall’insegnamento della storia dei diritti della comunità Lgbtq+ !no all campagne contro omofobia e transfobia. L’esempio scozzese è stato seguito dall’Inghilterra dove, con una legge del 2019, i diritti della comunità Lgbtq+ sono diventati materia di studio sotto un progetto denominato “Stonewall” in memoria d bar di New York dove nel 1969 è nato il primo Gay Pride.

Le critiche e le repliche: dal deputato Zan alla sottosegretari Floridia

Secondo gli esponenti dei partiti di destra, la giornata nazionale contro l’omofobia nelle scuole veicolerebbe “contenuti propagandistici delle teoria gender: dai smalti per gli uomini alla teoria del genitore 1 e genitore 2″. Il !ne non è sicuramente ques e inoltre, come precisato dallo sta” dello stesso deputato Alessandro Zan: “Le scuol saranno libere di aderire o meno, non crediamo a”atto sia un problema parlare di omofobia in classe nel corso di una ri#essione di 10 minuti”.

Tanti inoltre ignorano che già il 17 maggio si celebra la Giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia perché in questa data nel 1990 l’Organizzazion Mondiale della Sanità (Oms) rimosse l’omosessualità dalla lista delle malattie menta nella Classi!cazione internazionale delle Malattie. In occasione di questa ricorrenza intervenire era stato lo stesso presidente della Repubblica Sergio Mattarella che aveva detto: “La ferita inferta alla singola persona o”ende la libertà di tutti. E purtroppo non sono pochi gli episodi di violenza, morale e !sica che, colpendo le vittime, oltraggiano l’intera società. Solidarietà, rispetto, inclusione, come ha dimostrato anche l’opera di contrasto alla pandemia, sono vettori potenti di coesio sociale e di sicurezza”.

A intervenire sulla vicenda è stata anche la sottosegretaria all’Istruzione Barbara Floridia che ha sottolineato come: “L’istituzione educativa deve guardare con lucidit a questa situazione e lottare contro l’isolamento, a volte ra”orzato dalla di$coltà di trovare un sostegno in luoghi diversi dalla scuola, le famiglie in primis. Prevenire e lottare contro le manifestazioni di omofobia e transfobia nelle scuole e educare gli studenti al principio della pari dignità delle persone è quindi un’assoluta necessità, per garantire a tutti un clima scolastico sereno e una società più civile”. Considerando tutto questo: “La giornata del 17 maggio può diventare una opportunità importante per tutte le scuole, anche paritarie, per coltivare nelle scuol un forte momento di ri#essione sulle questioni del rispetto dell’altro e dell’identità sessuale, in piena armonia i principi di libertà sanciti dalla Costituzione”.

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DDL Zan, cosa c’entra la scuola? ultima modifica: 2021-07-14T21:48:47+02:00 da Gilda Venezia
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