Didattica a distanza, una nota ministeriale inutile che fa perdere tempo

dal blog di Gianfranco Scialpi, 18.3.2020

– Didattica a distanza, la nota ministeriale del 17.03.20 riulta inutile perché contiene suggerimenti e indicazioni che fanno parte da diverso tempo  del profilo professionale dei docenti.  Fa perdere tempo. Se ne consiglia il ritiro.

Didattica a distanza, un nota ministeriale “ovvia”

Didattica ministeriale, il MI (Ministero dell’Istruzione) dice la sua con una nota del 17.03.20.
Dopo averla letta si ha la sensazione di aver perso tempo. Non aggiunge nulla alla professionalità dei docenti. Sono proposte una serie di ovvietà che rimandano a degli sfondi ormai metabolizzati dai docenti.
Iniziamo. La nota offre l’ovvia lettura costituzionale e sociale della didattica a distanza : “La didattica a distanza, in queste difficili settimane, ha avuto e ha due significati. Da un lato, sollecita l’intera comunità educante, nel novero delle responsabilità professionali e, prima ancora, etiche di ciascuno, a continuare a perseguire il compito sociale e formativo del “fare scuola”, ma “non a scuola” e del fare, per l’appunto, “comunità”… Le interazioni tra docenti e studenti possono essere il collante che mantiene, e rafforza, la trama di rapporti, la condivisione della sfida che si ha di fronte e la propensione ad affrontare una situazione imprevista.
Dall’altro lato, è essenziale non interrompere il percorso di apprendimento. La declinazione in modalità telematica degli aspetti che caratterizzano il profilo professionale docente, fa sì che si possa continuare a dare corpo e vita al principio costituzionale del diritto all’istruzione”.

Entrando nello specifico non cambia la musica

Quando si entra nello specifico le ovvietà proseguono, dando un pessimo segnale agli insegnanti, ritenendoli in difficoltà a comprendere alcune implicazioni pedagogiche e psicologiche. Si legge infatti “Le attività di didattica a distanza, come ogni attività didattica, per essere tali, prevedono la costruzione ragionata e guidata del sapere attraverso un’interazione tra docenti e alunni. Qualsiasi sia il mezzo attraverso cui la didattica si esercita, non cambiano il fine e i principi. Nella consapevolezza che nulla può sostituire appieno ciò che avviene, in presenza, in una classe, si tratta pur sempre di dare vita a un “ambiente di apprendimento”, per quanto inconsueto nella percezione e nell’ esperienza comuni, da creare, alimentare, abitare, rimodulare di volta in volta. Il solo invio di materiali o la mera assegnazione di compiti, che non siano preceduti da una spiegazione relativa ai contenuti in argomento o che non prevedano un intervento successivo di chiarimento o restituzione da parte del docente, dovranno essere abbandonati, perché privi di elementi che possano sollecitare l’apprendimento.

Con gli alunni in difficoltà si raggiunge “la cima”

Si raggiunge “la cima delle ovvietà” con l”esortazione contenuta nella sezione dedicata agli “Alunni in difficoltà”. Si legge: “Per quanto riguarda gli alunni con disabilità, il punto di riferimento rimane il Piano educativo individualizzato. La sospensione dell’attività didattica non deve interrompere, per quanto possibile, il processo di inclusione.
Come indicazione di massima, si ritiene di dover suggerire ai docenti di sostegno di mantenere
l’interazione a distanza con l’alunno e tra l’alunno e gli altri docenti curricolari o, ove non sia possibile, con la famiglia dell’alunno stesso, mettendo a punto materiale personalizzato da far fruire con modalità specifiche di didattica a distanza concordate con la famiglia medesima, nonché di monitorare, attraverso feedback periodici, lo stato di realizzazione del PEI. ..
Occorre dedicare, nella progettazione e realizzazione delle attività a distanza, particolare attenzione alla presenza in classe di alunni in possesso di diagnosi rilasciata ai sensi della Legge 170/2010, e ai rispettivi piani didattici personalizzati. La strumentazione tecnologica, con cui questi studenti già hanno di solito dimestichezza, rappresenta un elemento utile di facilitazione per la mediazione dei contenuti proposti.
E qui mi fermo, Altri  contributi evidenziano diverse criticità. Forse è il caso di ritirare la nota?

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Didattica a distanza, una nota ministeriale inutile che fa perdere tempo ultima modifica: 2020-03-18T21:10:00+01:00 da Gilda Venezia
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