Didattica online, caso politico La bozza sulla Dad firmata solo da due sigle su sei

di Marco Nobilio,  ItaliaOggi 27.10.2020.

La bozza sulla Dad firmata solo da due sigle su sei. Così l’intesa di fatto è azzoppata.

Caso politico sul contratto per la didattica a distanza. Domani, nel pomeriggio, la ministra Azzolina incontrerà i sindacati per ridiscutere le proposte avanzate dal ministero in materia di dad. Il testo negoziale firmato domenica scorsa dall’Anief e dalla Cisl scuola non piace a Flc-Cgil, Uil scuola, Snals e Gilda, che hanno rifiutato di firmarlo. E la frattura, probabilmente, sarà ricomposta con un tavolo politico. Le questioni sul tappeto, peraltro, non riguardano solo la didattica a distanza, ma anche la mancata riapertura delle trattative sul rinnovo del contratto di lavoro, scaduto dal 2018, e la delicata questione della mancata previsione delle prove suppletive per i concorsi ai quali non hanno potuto e non potranno partecipare i candidati in quarantena, in isolamento domiciliare o in malattia per Covid-19.

«Noi faremo la nostra parte a partire dalla contrattazione nazionale integrativa sulla regolazione della didattica digitale integrata (Ddi)» hanno detto Francesco Sinopoli e Gianna Fracassi, rispettivamente, vicesegretaria generale della Cgil e segretario generale della Flc Cgil, «che può rappresentare davvero un punto di svolta nel difficile rapporto di questi mesi tra organizzazioni sindacali e ministero dell’Istruzione. La sottoscrizione del contratto dovrà per noi essere accompagnata da un forte impegno politico del ministro per un confronto permanente e continuativo. Bisogna approntare le azioni necessarie per sostenere la formazione del personale e i docenti più in difficoltà in particolare i precari, in termini di strumentazione informatica e di costi delle connessioni. A tutto ciò si aggiunge» concludono Sinopoli e Fracassi «la vicenda surreale del concorso straordinario dei docenti precari della scuola secondaria, che continuerà a svolgersi solo perché la procedura è stata avviata, per un solo giorno, la scorsa settimana e per poco più di 1.600 candidati, a fronte degli oltre 66 mila aspiranti. Nonostante le progressive restrizioni negli spostamenti e contagi e quarantene sempre più diffusi si continua ad andare avanti contro ogni evidenza».

Rincara la dose Pino Turi, leader della Uil scuola: «Un concorso riservato che non permette a migliaia di persone a cui è destinato di poter accedere è fatto che indigna ed è inaccettabile. Appare vergognoso» argomenta Turi «avere nei confronti di questi lavoratori, l’insensibilità e il livore ideologico che si sta evidenziando. Un modo di procedere, che trova dissenso anche in altri settori lavorativi, che nella scuola si amplifica. Gli insegnanti sono in prima linea» conclude il segretario della Uil «e si sentono sacrificati da una politica insensibile che non offre garanzie per la propria salute con una pandemia che non lascia spazi di difesa se non il distanziamento che i docenti non possono mettere in pratica».

Anche Elvira Serafini, segretaria dello Snals, punta il dito sui rischi per la salute per docenti e non docenti e chiede chiarezza sull’incidenza dei contagi nelle scuole: « Non abbiamo interesse ad alimentare un clima di contrapposizione con il ministero», argomenta Serafini, «ma vogliamo i dati dei monitoraggi fatti dal ministero e mai resi noti. Per esempio, noi registriamo un divario tra i numeri dei contagi diffusi dal ministero e le notizie che arrivano dai territori».

Netto il giudizio della Gilda, incentrato principalmente sull’accordo per la didattica a distanza: «Per mesi abbiamo chiesto al ministero dell’Istruzione di aprire un tavolo per discutere le modalità di attuazione della didattica a distanza, ma l’amministrazione si è sempre rifiutata, preferendo agire unilateralmente con decreti. Tra i punti che contestiamo, quello riguardante il servizio dei docenti in quarantena, che contraddice la legge che equipara tale condizione al ricovero ospedaliero, costringendo gli insegnanti a disposizione a operare in qualità di vigilanti passivi, funzione che non è prevista dal contratto nazionale di lavoro. Inoltre, l’indicazione del rispetto dell’orario di servizio non tiene conto della nuova modalità della didattica digitale integrata che comporta una gestione dell’ora di lezione e dell’orario settimanale del tutto diversa da quella in presenza e che necessita di congrue pause nel collegamento».

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Didattica online, caso politico La bozza sulla Dad firmata solo da due sigle su sei ultima modifica: 2020-10-27T08:11:14+01:00 da Gilda Venezia
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